Questa settimana si è osservata una certa tensione sul mercato europeo dei prodotti lunghi in acciaio. Le aspettative di aumento dei prezzi del rottame da un lato e la riduzione dell’offerta sul mercato locale in Italia e in Polonia hanno indotto gli operatori a pensare in una possibile, seppur fragile, ripresa dei prezzi.
Sul mercato locale italiano, infatti, i prezzi del tondo hanno registrato un incremento di 10 €/t nell’estremità superiore del range, attestandosi a 260-280 €/t base partenza e, secondo quanto riportato alcuni produttori potrebbero tentare anche richieste di 300 €/t base partenza. Questa tendenza aveva acceso le speranze dei rottamai italiani in un rialzo dei prezzi della materia prima, ma come dichiarato da un operatore del mercato italiano, «l’aumento del prezzo non è dovuto a una crescita della domanda, piuttosto a una diminuzione dell’offerta». Infatti, «l’incidente a Osoppo ha dato entusiasmo ad altri produttori di tondo […]. La clientela, anche se non convinta, si deve attenere a questo nuovo atteggiamento dei produttori e va al riacquisto, anche se ancora con cautela», ha dichiarato un’altra fonte.
Secondo quanto raccolto da SteelOrbis da fonti di mercato, lo stop produttivo temporaneo presso lo stabilimento di Osoppo del gruppo Pittini dovrebbe durare all’incirca tre settimane. Nel frattempo i processi di laminazione proseguono, e pertanto si stima che le conseguenze sulla produzione e sulle consegne, seppure significative, restino sotto controllo.
Intanto, i prezzi della vergella annunciati in Italia per il mese di novembre si confermano a 565-580 €/t reso per la qualità da trafila e a 545-560 €/t reso per la qualità da rete, sebbene alcuni operatori abbiano riferito che sul mercato sono presenti offerte inferiori di circa 10 €/t rispetto ai livelli indicati. Inoltre, «è possibile che alcuni produttori tenteranno di aumentare i prezzi dopo l’incidente della scorsa settimana», ha dichiarato una fonte, ma ha aggiunto che in termini assoluti la domanda rimane modesta e l’incertezza rispetto al CBAM e le quote di salvaguardia il prossimo anno continua a pesare sul sentiment.
Anche sul mercato polacco sono state segnalate difficoltà nel reperire alcuni volumi di vergella. Secondo voci di mercato non ufficialmente confermate, infatti, un importante produttore in Polonia avrebbe subito un guasto a un impianto verso la fine del mese di ottobre, causando un ritardo nella produzione di almeno 20.000 tonnellate. Tuttavia, l’azienda non si è espressa pubblicamente al riguardo, perciò – per il momento – le conseguenze di tale incidente restano soltanto ipotetiche.
Per quanto riguarda i mercati di esportazione, i prezzi franco partenza del tondo dall’Italia verso altre destinazioni europee si sono attestati intorno ai 520 €/t, e le aspettative sono di un mercato stabile per il mese di novembre. I prezzi del tondo e della vergella provenienti dalla Grecia, invece, sono stati segnalati rispettivamente a 555-560 €/t FOB e 550-555 €/t FOB, complessivamente stabili rispetto alle ultime rilevazioni.
Infine, nel segmento delle importazioni, i prezzi del tondo proveniente dalla Turchia verso i porti dell’Europa meridionale sono stati segnalati a 500-510 €/t CFR, invariati su base euro rispetto alla scorsa settimana ma in aumento di 5 $/t con un tasso di cambio al 6 novembre di 1,15. Per quanto riguarda la vergella, i prezzi dalla Turchia per la stessa destinazione sono stati segnalati a 510-515 €/t CFR, in aumento di 5 €/t e di 5-10 $/t rispetto alla settimana precedente. Da ultimo, i prezzi import di tondo e vergella dall’Egitto sono stati segnalati rispettivamente a 495-500 €/t CFR e 500-510 €/t CFR.