Questa settimana il mercato europeo dei lunghi si è mostrato piuttosto teso e preoccupato delle conseguenze dell’escalation militare in Medio Oriente, tanto che la maggior parte dei produttori locali di lunghi ha deciso di sospendere temporaneamente le quotazioni di marzo in attesa di un quadro più chiaro.
«C’è preoccupazione, il clima è di smarrimento e attesa», ha riferito una fonte presso un produttore di tondo in Italia. «I produttori hanno sospeso le quotazioni», ha affermato il funzionario di un’altra acciaieria italiana. «Si parla di rilancio dei prezzi, non si sa ancora di quanto ma non saranno certo 10 €/t», ha concluso. A fronte quindi di richieste che continuano ad attestarsi nell’intorno di circa 300 €/t base partenza, i pochi accordi conclusi restano inchiodati a 280-290 €/t base partenza. Per il momento la maggior parte dei produttori resta in attesa di capire quali saranno i reali impatti della guerra in Medio Oriente sui costi operativi, tra cui gas, energia e materie prime. «C’è già una fortissima speculazione, che sta influenzando anche e soprattutto la logistica, la quale versava già un una situazione critica», ha commentato una fonte lato trading.
Dopo gli aumenti di 20 €/t già confermati per le vendite di marzo, anche in Germania diversi produttori hanno momentaneamente sospeso le quotazioni di tondo, con un produttore in particolare che è stato definito attualmente «fuori mercato».
In Polonia, le ultime offerte di tondo sul mercato locale sono state segnalate a un minimo di 605 €/t CPT e un massimo di 660 €/t CPT, ma al momento pare che la loro validità sia sospesa a causa degli ultimi sviluppi geopolitici internazionali.
Lo stesso clima di tensione si respira sul mercato europeo della vergella, dove diverse fonti riferiscono che in Italia, Polonia, Germania e Spagna molti produttori hanno sospeso le offerte per il mese di marzo. «Siamo tutti in attesa», ha riferito una fonte. «I prezzi di gas ed elettricità potrebbero salire ancora di molto, quindi aspettiamo, ma non troppo, altrimenti diventa rischioso. Già dalla prossima settimana dovremo ricominciare a offrire, e le offerte saranno in aumento», ha concluso.
Lato clienti, tuttavia, la situazione continua a essere di calma piatta, poiché anche con gli aumenti di prezzo dei produttori sarebbe molto complesso riuscire a ribaltare i rincari sulle vendite al dettaglio.
Per quanto riguarda le esportazioni i mercati restano silenziosi, fatta eccezione per le offerte di tondo e vergella provenienti da un produttore della Grecia che si sono attestate in aumento rispettivamente a 580-590 €/t FOB e 585-595 €/t FOB, ossia a 5-15 €/t in più rispetto agli ultimi livelli segnalati.
Lato import le quotazioni dalla Turchia hanno registrato aumenti su base dollaro dovuti principalmente ai rincari dei prezzi dei noli più che a una reale ripresa della domanda, soprattutto dall’Europa.
Il tondo turco è stato segnalato a 500-520 €/t CFR, in aumento di 15-20 €/t rispetto alla settimana precedente anche per effetto della variazione del tasso di cambio euro-dollaro, oggi a 1,16 contro l’1,18 della scorsa settimana. Per quanto riguarda la vergella, le offerte ufficiali si sono attestate a 510-530 €/t CFR, ma secondo quanto riferito il range praticabile si attesterebbe a 500-515 €/t CFR, in aumento di 5-10 €/t su base settimanale.
1 EUR = 1,16 USD (Banca Centrale Europea, 05 marzo)