Secondo i dati diffusi dall'Associazione degli esportatori siderurgici turchi, nel periodo gennaio-luglio 2026 le esportazioni di acciaio della Turchia hanno raggiunto 11,37 milioni di tonnellate, registrando un incremento dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il tondo si è confermato il prodotto siderurgico più esportato dal Paese. Le esportazioni di tondo sono aumentate del 7,4% su base annua, raggiungendo 2,48 milioni di tonnellate. Anche le esportazioni di vergella sono cresciute del 10,3%, attestandosi a 624.000 tonnellate, mentre quelle di billette in acciai non legati hanno registrato un incremento del 18,4%, raggiungendo 349.000 tonnellate. In controtendenza, le esportazioni di profilati sono diminuite del 10,9%, scendendo a 974.000 tonnellate.
Nel comparto dei prodotti piani, le esportazioni di laminati a caldo sono calate del 14,7% su base annua, attestandosi a 1,95 milioni di tonnellate. Le esportazioni di prodotti piani legati hanno registrato una flessione ancora più marcata, pari al 46,1%, scendendo a 216.000 tonnellate, mentre quelle di prodotti piani rivestiti sono aumentate dell'8,8%, raggiungendo 932.000 tonnellate.
Nel segmento dei tubi, le esportazioni di tubi saldati sono diminuite del 5,3%, attestandosi a 1,08 milioni di tonnellate, mentre le esportazioni di componenti strutturali in acciaio sono aumentate del 3,3%, raggiungendo 648.000 tonnellate.
La Romania si è confermata il principale mercato di destinazione dell'acciaio turco nei primi sette mesi del 2026, nonostante un calo del 13,1% delle spedizioni, scese a 962.000 tonnellate. Anche le esportazioni verso l'Italia sono diminuite del 5,1%, attestandosi a 795.000 tonnellate.
Il Regno Unito ha invece registrato la crescita più significativa tra i principali mercati di esportazione della siderurgia turca: le spedizioni sono aumentate del 90,1% su base annua, raggiungendo 700.000 tonnellate. Nello stesso periodo, le esportazioni di acciaio della Turchia sono aumentate anche verso Ucraina (+7,2%), Yemen (+5,7%), Egitto (+29,4%) e Stati Uniti (+17,2%), mentre le spedizioni dirette in Spagna e Marocco sono diminuite rispettivamente del 41,7% e del 14,6% su base annua.