Europa, lunghi: i produttori puntano al rialzo, ma la domanda resta debole

venerdì, 16 gennaio 2026 15:43:21 (GMT+3)   |   Brescia

Il mercato europeo dei prodotti lunghi in acciaio ha registrato aumenti dei prezzi nel corso di questa settimana, sebbene gli accordi continuino a essere chiusi ai livelli precedenti a causa della mancanza di domanda. La tensione al rialzo, infatti, non sembra essere generata da un’effettiva ripresa dei fondamentali di mercato, ma piuttosto dalle speculazioni sul CBAM e dal graduale esaurimento delle quote d’importazione.

Sul mercato locale del tondo in Italia le richieste di alcuni produttori si sono spinte fino a 310-320 €/t base partenza, ossia in aumento di circa 20 €/t rispetto ai livelli precedenti, ma secondo quanto riportato da diverse fonti gli stessi produttori stanno continuando ad accettare ordini ai livelli indicati la scorsa settimana, ossia tra i 290 e i 300 €/t base partenza, e in qualche caso anche a 270-280 €/t base partenza. Quando intervistato sulla possibilità che le nuove richieste riescano a trovare mercato, un operatore di un’acciaieria italiana ha risposto: «credo che il mercato si dovrà adeguare. Tutti i prodotti sono in rialzo, e il tondo seguirà il trend». Una fonte presso un altro produttore ritiene invece che questi livelli non reggeranno: «la domanda è inferiore all’offerta e i clienti hanno ancora i magazzini pieni, perché si erano riforniti temendo un aumento in apertura dell’anno». «Tuttavia», ha aggiunto, «i prezzi attuali sono troppo bassi, e sarà necessario monitorare gli aumenti strutturali dei prezzi del rottame».

Anche nel resto d’Europa i produttori di lunghi stanno chiedendo aumenti compresi tra i 15 e i 20 €/t, ma in questi casi sembra che i nuovi livelli possano essere accettati dal mercato. Un produttore polacco ha annunciato poi che per gli ordini a partire dalla settimana in corso avrebbe aumentato i prezzi dei propri prodotti fino a 50 €/t, sebbene secondo alcune fonti si tratti solo di un tentativo di speculazione.

Vale inoltre la pena menzionare che i problemi logistici stanno continuando a pesare sui mercati europei, in particolare in Italia e Germania, e gli operatori non sono fiduciosi sul fatto che la situazione si risolverà a breve.

Per quanto riguarda il mercato della vergella, i prezzi reso cliente Italia sono rimasti invariati agli stessi livelli osservati la scorsa settimana, ma è probabile che la tensione al rialzo degli altri segmenti porterà anche in questo caso ad aumenti. Al momento, comunque, restano stabili a 565-590 €/t reso per la qualità da rete e 585-620 €/t reso per la qualità da trafila.

Secondo quanto riferito da alcune fonti, i prezzi dei produttori italiani per l’export si attesterebbero a circa 560 €/t FOB per il tondo e circa 570 €/t FOB per la vergella. Tuttavia, nel primo caso si tratta di un prezzo stimato sulla base di valori medi raccolti sul mercato, e nel secondo caso di un prezzo «virtuale», poiché secondo quanto riportato da una fonte non ci sarebbe nessun produttore italiano con disponibilità di materiale sufficiente da esportare via nave. I prezzi riportati per le esportazioni dalla Grecia sono invece stati segnalati a circa 570 €/t FOB per il tondo e 580-600 €/t FOB per la vergella, «ma stiamo prendendo in considerazione ulteriori aumenti», ha dichiarato una fonte di un produttore ellenico. Infine, i prezzi del tondo proveniente dalla Spagna verso i porti del Regno Unito sono stati segnalati a circa 580 €/t FOB, invariati rispetto alla scorsa settimana.

Sul mercato delle importazioni, il tondo proveniente dalla Turchia si è attestato a 510-520 €/t CFR e la vergella a 520-530 €/t CFR, grossomodo stabili rispetto alla scorsa settimana. L’Egitto ha invece proposto 500-505 €/t CFR per il tondo e circa 510 €/t CFR per la vergella. L’Algeria, infine, propone circa 500 €/t CFR per il tondo e 505 €/t CFR per la vergella. Tuttavia, un operatore ha dichiarato che sarà «sempre più difficile importare tondo in Europa, considerando i regolamenti attuali [CBAM e quote]».


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