Il mercato europeo dei lunghi ha registrato una forte tendenza al rialzo questa settimana, a seguito dei primi segnali manifestati nei giorni precedenti. La situazione del conflitto in Medio Oriente rimane confusa e incerta, e i prezzi del petrolio, dei noli e dell’energia continuano ad aumentare. Malgrado gli incrementi dei prezzi, tuttavia, la domanda resta ai minimi, e diversi operatori si chiedono quanto a lungo tale andamento possa essere sostenibile dagli utilizzatori finali.
Per quanto riguarda il tondo in Italia, tra la fine della scorsa settimana e l’inizio della settimana in corso i prezzi locali hanno subito rincari di circa 30 €/t, attestandosi a 380 €/t base partenza. Tuttavia, le vendite concluse restano limitate a necessità individuali: «se i clienti si fermano adesso, le acciaierie saranno obbligate a tornare sui loro passi», ha dichiarato un trader. Secondo una fonte presso un’importante produttore italiano, oggi, 26 marzo, ci sarebbe stato un tentativo di ulteriore aumento nell’ordine dei 400 €/t base partenza, registrando un +20 €/t rispetto ai prezzi di inizio settimana. La stessa fonte ha però dichiarato che è ancora presto per valutare se il nuovo prezzo funzionerà. Per il momento, dunque, si tratta solo di un livello nominale. Sulle ipotesi di fermate nel periodo di Pasqua (4-6 aprile 2026), le acciaierie italiane hanno smentito, in quanto durante i giorni festivi i prezzi dell’energia diminuiscono e sarà più conveniente produrre.
Su altri mercati europei i prezzi richiesti per il tondo si attestano a circa 650-660 €/t reso cliente in Germania e a 620-630 €/t CPT in Polonia, dove a causa della mancanza di domanda i produttori hanno dovuto rinunciare agli aumenti richiesti in precedenza di 635-660 €/t CPT. Secondo una fonte locale, inoltre, alcuni produttori starebbero anche valutando di ridurre la produzione nel mese di aprile.
Anche il mercato italiano della vergella si conferma in rialzo: secondo quanto dichiarato da una fonte presso un importante produttore italiano si sarebbero già conclusi alcuni ordini – sempre con volumi ridotti – a 675 €/t reso cliente per la qualità da trafila, mentre un altro operatore starebbe puntando a 680 €/t reso cliente per le consegne di aprile. Nonostante questo, comunque, la domanda si mantiene debole.
Sui mercati export si sono delineati ulteriori rincari, con un 670 €/t FOB per il tondo proveniente dalla Spagna verso i porti di Irlanda e Regno Unito (+60 €/t su base settimanale) e un 610 €/t FOB per quelli dello stesso prodotto dalla Grecia. Per quanto riguarda la vergella, invece, le indicazioni si attestano invece a 605 €/t FOB, ma tale informazione non è stata confermata al momento della pubblicazione.
Sul fronte delle importazioni, infine, i prezzi di tondo e vergella provenienti dalla Turchia si sono attestati rispettivamente a circa 550-560 €/t CFR e circa 560-570 €/t CFR. Rispetto alla settimana precedente, gli aumenti registrati si sono attestati a 15-25 €/t per il tondo e 20-30 €/t per la vergella, con un costo del nolo stimato a circa 45-50 $/t rispetto ai precedenti 30-35 $/t e un tasso di cambio euro-dollaro pari a 1,16 (Banca Centrale Europea, 25 marzo 2026). Le offerte egiziane sono state invece segnalate a 545-555 €/t CFR per il tondo e a 555-565 €/t CFR per la vergella, sebbene siano già presenti alcune voci riguardo a possibili aumenti di prezzo per la prossima settimana.