Questa settimana il mercato europeo dei lunghi è stato caratterizzato da una sostanziale staticità a causa di molteplici fattori. Da un lato, l’assenza dei player in Turchia e Nord Africa a causa della vacanza in occasione della festa di Eid Al Adha (festa del Sacrificio, 26-30 maggio), e dall’altro il tira e molla tra produttori e acquirenti per quanto riguarda i livelli di prezzo.
Da un lato, i produttori spingono per mantenere i livelli raggiunti e tentano addirittura qualche rilancio, mentre dall’altro i clienti cercano di acquistare il meno possibile per non dare sostegno ai prezzi che – secondo loro – sarebbero decisamente troppo elevati.
La domanda in tutta Europa si mantiene debole, fatta eccezione per una scintilla nell’Est, e la maggior parte degli operatori cerca di prendere tempo per rivalutare la situazione con maggiore chiarezza una volta che le nuove misure di salvaguardia entreranno in vigore dal 1° luglio.
Sul mercato italiano i produttori di tondo continuano a chiedere 460 €/t base partenza, e secondo alcune fonti sarebbero nell’aria tentativi di rilancio di circa 20 €/t. Tuttavia, «non ci sono vendite nemmeno a 460 [€/t base partenza], vedo difficile riuscire a spuntare rialzi. I pochi accordi che ci sono vengono chiusi ancora a 440 [€/t base partenza]», ha commentato una fonte. «Ormai è palese che la clientela tornerà all’acquisto non prima della prossima settimana, nella speranza di riuscire a spuntare prezzi più bassi», ha affermato un’altra.
«Il mercato è piatto, il telefono non suona. Non c’è domanda e non ci sono prospettive di grossi lavori che spostano i consumi. Non si tornerà alla situazione del 2022», ha dichiarato una terza fonte. Gli operatori del sud Italia hanno una prospettiva leggermente più ottimistica, e hanno dichiarato che il mese di maggio è stato nel complesso positivo grazie alle opere legate al PNRR che continuano a trainare il mercato. «Tuttavia, anche noi stiamo notando un calo dei consumi. I clienti non fanno scorte, e c’è ancora poca chiarezza e molta incertezza per la situazione geopolitica internazionale e le nuove salvaguardie», ha riportato una fonte.
Sebbene in Italia sia stato riferito un buon ritmo di vendita nel segmento della vergella, i prezzi per la qualità da trafila restano per il momento all’interno dei range precedentemente segnalati da SteelOrbis, e anche in questo caso potrebbero manifestarsi tentativi di rilancio a giugno per mantenere i prezzi sui livelli raggiunti a maggio.
Per quanto riguarda i mercati di esportazione dall’Italia verso i Paesi dell’Europa centrale sono stati segnalati alcuni ribassi di prezzo, e anche qui viene descritto un mercato in stallo: «È tutto troppo tranquillo. I clienti sono prudenti, gli stock alti e c’è poca fiducia in ulteriori crescite di prezzo», ha riferito un operatore.
In Germania la situazione è simile: «Le acciaierie stanno cercando di ottenere prezzi più alti ma la domanda è ancora fiacca, il mercato fa resistenza», ha riferito il rappresentante di un’acciaieria locale. Intervistato riguardo alle misure di salvaguardia, la stessa fonte ha affermato che per il momento non vede un grosso impatto sul mercato: «Sarà sempre più difficile importare, ma nessuno si basa solo sulle importazioni ormai. Il mercato era già pronto a questo evento, non credo che avrà grosse conseguenze», ha concluso, aggiungendo però che sicuramente i prezzi registreranno ulteriori aumenti che il mercato potrebbe non essere in grado di assorbire.
Per quanto riguarda il segmento delle importazioni, i mercati di Turchia, Egitto e Algeria sono rimasti completamente assenti a causa delle festività: di conseguenza non sono state segnalate offerte.
In conclusione, si prevede che il mercato di giugno nel segmento degli acciai lunghi in Europa sarà caratterizzato da uno stallo generalizzato, ed è probabile che i prezzi dei prodotti si manterranno sui livelli registrati nel mese di maggio a fronte di una domanda debole e di un’offerta abbondante, soprattutto nel comparto del tondo.