Steel Networking Summit 2026: sfide commerciali e opportunità di crescita per la siderurgia asiatica, MENA e turca

martedì, 27 ottobre 2026 14:36:22 (GMT+3)   |   Istanbul

Nel corso della seconda giornata dello Steel Networking Summit 2026, organizzato il 27 ottobre dall'Associazione degli esportatori siderurgici turchi (ÇİB), i rappresentanti del settore hanno condiviso analisi e prospettive sulle industrie siderurgiche asiatiche, mediorientali, nordafricane e turche nell'ambito di due sessioni. Gli incontri si sono concentrati sull'evoluzione dei mercati siderurgici in Asia e nella regione MENA, sui cambiamenti delle condizioni commerciali e sul ruolo della Turchia nelle catene di approvvigionamento globali dell'acciaio, evidenziando le tendenze della domanda regionale, la competitività e le opportunità future.

Cambiamenti nei flussi commerciali e nella domanda influenzano i mercati siderurgici asiatici e MENA

Durante la prima sessione, intitolata «From Asia to MENA: Shaping the Next Chapter of Global Steel» (Dall'Asia alla regione MENA: delineare il prossimo capitolo della siderurgia globale), i rappresentanti del settore hanno analizzato l'evoluzione dei flussi commerciali dell'acciaio, le dinamiche regionali di domanda e offerta e le sfide e opportunità per i fornitori siderurgici attivi in Asia e nella regione MENA. La sessione ha visto gli interventi di Margaret Myers, docente presso la Johns Hopkins University, Su Buxin, vicesegretario generale del China Metallurgical Council e del China Council for the Promotion of International Trade, Anastasiia Kononenko, responsabile del team di analisi del mercato asiatico di SteelOrbis, Coco Zhang, responsabile commerciale per la Turchia di Cheongfuli-Xiamen&HK, C&D Steel INTL e Burak Odabaşı, responsabile per il Medio Oriente e l'Africa di Kallanish Commodities. Le presentazioni sono state seguite da una tavola rotonda moderata da Murat Eryılmaz, CEO di SteelOrbis.

Secondo quanto emerso dagli interventi, l'indebolimento della domanda interna cinese e il cambiamento delle condizioni per l'export stanno accelerando la transizione del Paese verso una produzione manifatturiera a maggiore valore aggiunto e a minore intensità di carbonio. In questo contesto, si prevede che l'acciaio incorporato in veicoli, macchinari e altri prodotti manifatturieri assumerà un peso crescente nelle esportazioni cinesi. L'evoluzione del commercio internazionale sta inoltre imponendo requisiti sempre più stringenti a fornitori e trader: procedure di autorizzazione più rigorose e maggiori obblighi di documentazione delle emissioni di carbonio rendono infatti l'affidabilità delle consegne, la conformità normativa e la sicurezza dei pagamenti fattori sempre più determinanti, accanto alla competitività dei prezzi.

Le opportunità per i fornitori asiatici dipendono tuttavia dalle diverse dinamiche regionali della domanda e della capacità produttiva. In India, la crescita della domanda di acciaio, prevista intorno all'8%, dovrebbe assorbire gli incrementi di capacità e limitare la necessità di ricorrere all'export, con le vendite estere concentrate principalmente sui mercati europei a prezzi più elevati e sui clienti consolidati dei Paesi del Golfo (GCC). Nel Sudest asiatico, invece, la produzione ha superato i consumi in mercati come Indonesia e Malesia, garantendo una disponibilità di acciaio in eccesso destinato all'esportazione, in particolare billette e bramme. Nonostante questo squilibrio, si prevede che le esportazioni dei Paesi ASEAN rimarranno vicine ai 20 milioni di tonnellate annue nei prossimi anni, con diversi progetti di espansione della capacità produttiva sospesi e senza attese di un significativo aumento dell'aggressività commerciale sui mercati esteri.

Per quanto riguarda la regione MENA, i rappresentanti del settore hanno individuato nell'Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti i principali poli di domanda, sostenuti dallo sviluppo infrastrutturale e dall'attività edilizia privata. Tuttavia, i conflitti regionali e i vincoli di liquidità continuano a pesare sulle prospettive del mercato. Le interruzioni delle attività di trasporto marittimo e le difficoltà nell'approvvigionamento delle materie prime stanno limitando l'attività industriale, mentre i ritardi nei pagamenti da parte degli operatori immobiliari privati esercitano ulteriori pressioni sul settore delle costruzioni. Accanto a queste criticità, i relatori hanno evidenziato il ruolo crescente dell'Africa nell'approvvigionamento di minerale di ferro e altri materiali metallici, oltre al potenziale di sviluppo di una produzione siderurgica a minore intensità di carbonio nella regione MENA, grazie all'utilizzo di gas naturale ed energie rinnovabili. Diversi investimenti annunciati rimangono tuttavia sospesi o in fase di rivalutazione, lasciando incerte le prospettive di espansione della capacità produttiva e di ripresa della domanda nei Paesi del Golfo.

Turchia, acciaio: crescono le barriere commerciali nonostante i vantaggi nelle catene di approvvigionamento

Durante la seconda sessione, intitolata «The Turkish Steel Industry: A Strategic Partner in Global Supply Chains» (L'industria siderurgica turca: un partner strategico nelle catene di approvvigionamento globali), Salih Serdar Koçtürk, direttore generale di Kibar Dış Ticaret, il dott. S. Armağan Vurdu, segretario generale dell'Associazione degli esportatori di minerali e metalli di Istanbul, e Kerem Çakır, direttore generale di Borçelik, hanno condiviso le proprie analisi attraverso presentazioni e una tavola rotonda moderata dallo stratega Cüneyt Paksoy. L'incontro si è concentrato sui vantaggi competitivi dell'industria siderurgica turca in un contesto caratterizzato da crescente protezionismo e trasformazione delle catene di approvvigionamento.

Secondo i relatori, gli acquirenti attribuiscono un'importanza crescente all'affidabilità delle consegne, alle capacità tecniche e alle prestazioni ambientali in termini di emissioni di carbonio, oltre che al prezzo. In questo contesto, la Turchia è in grado di soddisfare tali aspettative grazie alla vicinanza geografica, alla flessibilità produttiva e alla disponibilità di diverse soluzioni di trasporto. Evidenziando i solidi legami industriali tra la Turchia e l'Europa, i partecipanti hanno sottolineato come il Paese rappresenti un partner affidabile e complementare alle catene produttive europee, grazie ai tempi di consegna ridotti e alla capacità di fornire diverse qualità di acciaio. Tuttavia, la progressiva riduzione delle quote e l'aumento dei dazi stanno esercitando pressioni su rapporti commerciali consolidati. È stato pertanto evidenziato che le misure volte a proteggere i produttori siderurgici dovrebbero tenere conto anche della competitività dei settori utilizzatori di acciaio, come l'automotive e gli elettrodomestici. I relatori hanno inoltre sottolineato la crescente importanza delle prestazioni ambientali nell'accesso ai mercati, sostenendo la necessità di utilizzare, nell'ambito del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), i dati verificati sulle emissioni effettive a livello di singolo impianto, affinché vengano riconosciuti i vantaggi derivanti dalla struttura produttiva turca, basata prevalentemente su forni elettrici ad arco. I rappresentanti del settore hanno inoltre ribadito l'importanza di un quadro normativo prevedibile in materia commerciale e ambientale per le decisioni di investimento, sottolineando al contempo la necessità per gli esportatori di prepararsi alle indagini di difesa commerciale. In questo contesto, la cooperazione tra settore pubblico e privato nei negoziati internazionali è stata indicata come fondamentale per preservare l'accesso ai mercati.

Alla luce di queste condizioni, i partecipanti hanno raccomandato di rafforzare la resilienza dell'industria siderurgica turca attraverso un utilizzo della capacità produttiva esistente sostenuto da costi energetici competitivi e condizioni di finanziamento favorevoli, orientando al contempo i nuovi investimenti verso prodotti attualmente dipendenti dalle importazioni e produzioni a maggiore valore aggiunto e a basse emissioni di carbonio. Secondo i relatori, questa trasformazione dovrebbe essere accompagnata da iniziative congiunte di sviluppo dei prodotti tra produttori e utilizzatori finali, garantendo al contempo una maggiore prevedibilità nell'approvvigionamento delle materie prime, considerata la forte dipendenza dell'industria turca dal rottame. Sul fronte della domanda, i rappresentanti del settore hanno evidenziato come il potenziale del mercato africano e le attività di ricostruzione nei Paesi limitrofi, qualora si attenuassero i rischi geopolitici, potrebbero creare nuove opportunità di esportazione. Parallelamente, i progetti nei settori dell'energia, delle infrastrutture, dell'edilizia residenziale sociale e dei trasporti urbani potrebbero sostenere il consumo interno di acciaio.

DamlaTükenmez
Damla Tükenmez
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Mi sono laureata in Lingua e Letteratura Inglese presso la Kocaeli University, e dal 2020 produco contenuti focalizzati sull’industria siderurgica. In SteelOrbis scrivo notizie di settore su una vasta gamma di argomenti, tra cui misure commerciali UE e Regno Unito, cambiamenti normativi e utilizzo delle quote, raccogliendo le dichiarazioni e opinioni delle organizzazioni che rappresentano il settore siderurgico turco.

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