I venditori russi di ghisa basica (BPI) stanno tentando di spingere i prezzi verso l’alto, ma finora senza risultati concreti: gli incrementi si vedono soprattutto sul fronte delle offerte, mentre gli acquirenti continuano a respingere i livelli target e a rimandare gli acquisti.
Per le spedizioni di marzo, i principali impianti russi chiedono 340-345 $/t FOB, in rialzo rispetto alle vendite di metà gennaio concluse a 327-330 $/t FOB. Nella scorsa settimana sono stati comunque negoziati alcuni piccoli volumi a 333-335 $/t FOB Mar Nero. Secondo fonti di mercato, questo intervallo rappresenta al momento il massimo effettivamente raggiungibile nelle trattative. «In realtà pensavamo che 330 $/t FOB fosse un picco e che il mese prossimo gli acquirenti punteranno a 315 $/t FOB», ha riferito una fonte.
Tradotte su base Turchia, le ultime offerte russe equivalgono a circa 365 $/t CFR, mentre questa settimana i prezzi dell’HMS I/II restano stabili a 368-376 $/t CFR Turchia. Secondo diverse fonti, gli acquirenti miravano a sconti di circa 20 $/t rispetto ai livelli dell’HMS. La domanda dalle altre destinazioni rimane debole e non offre sostegno agli esportatori russi; di conseguenza, l’attività di trading questa settimana è stata quasi nulla.
Il prezzo di riferimento di SteelOrbis per la BPI di origine russa si colloca ora a 330-340 $/t FOB, in aumento di 5 $/t in media rispetto alla scorsa settimana, soprattutto per effetto di obiettivi di vendita più elevati e di un incremento solo marginale dei livelli realmente negoziabili.