USA, prezzi del rottame deboli come l’economia
Dopo aver registrato un leggero incremento all’inizio di gennaio - e aver innescato numerose speranze negli operatori di mercato -, i prezzi del rottame in USA non hanno tenuto fede alle promesse di ripresa, anzi: a causa dell’incertezza economica generalizzata e della fiacchezza diffusa, soprattutto nel mercato dei prodotti finiti, i prezzi di febbraio sulla East Coast hanno perso circa 40 $/t nel caso di lamierino e frantumato e 15 $/t per HMS I. I prezzi del lamierino sulla East Coast, dunque, si attestano ora a 230-240 $/t, quelli del frantumato a 220-230 $/t, mentre le offerte per HMS I sono al livello di 195-205 $/t. Con la combinazione tra depressione economica mondiale, crollo nei mercati dei prodotti finiti e scarsità di esportazioni di rottame, le aziende non hanno alcuna fretta di acquistare rottame al momento. Nonostante alcune fonti di mercato ritengano che le scorte delle aziende domestiche si attestino a livelli molto bassi e non sarebbe dunque lontano il momento in cui esse saranno costrette a effettuare qualche acquisto, gran parte degli operatori è convinta che la domanda sia ancora troppo debole e che il panorama generale del mercato del rottame sia estremamente incerto. Per quanto riguarda l’export, il mercato è piatto da due settimane a questa parte a causa della carenza di richiesta di prodotti finiti e dei tagli massicci alla produzione. Le offerte dagli USA alla Turchia hanno perso circa 15 $/t rispetto a un mese fa e si attestano ora a 265 $/t CFR per HMS I/II 80:20. Gli ultimi dati USITC mostrano che il totale delle esportazione di rottame ferroso dagli USA in novembre 2008 è stato di 884.000 tonnellate, in declino di 309.000 rispetto a 1.193.000 tonnellate di ottobre 2008. Il totale di rottame esportato da gennaio a novembre 2008 è stato di 15.066.000 tonnellate, in aumento del 49,4% rispetto ai 10.082.000 tonnellate del corrispondente periodo dell’anno precedente. I principali importatori di rottame dagli USA in novembre 2008 sono stati Turchia (173.000 ton) e Cina (135.000 ton). Altre nazioni hanno importato rottame frantumato dagli USA in novembre, tra le quali Grecia, India e Corea del Sud. Per il rottame di qualità HMS I, i principali importatori dagli USA in novembre sono stati Turchia (238.000 ton), Egitto (49.000 ton), Corea del Sud (42.000 ton), Taiwan (23.000 ton) e Cina (20.000 ton). Indonesia, Bangladesh e Giappone hanno pure importato alcuni carichi di rottame HMS I dagli USA nel periodo in questione. Il mercato della ghisa si muove in modo analogo a quello del rottame: la domanda è sempre fiacca. Le aziende hanno sufficienti scorte per esaudire le transazioni precedentemente concluse, e non ci si attende dunque che effettuino significativi acquisti di ghisa nel primo trimestre, sempre a causa dell’incertezza economica, della crisi nel mercato dei prodotti finiti e dei tagli alla produzione applicati negli ultimi mesi. I prezzi della ghisa sono saliti da 260 $/t a 300 $/t in gennaio, per poi riscendere sino all’attuale livello di 270 $/t FOB Brasile meridionale. I commercianti di materie prime affermano che il 2009 sarà un anno arduo per l’industria siderurgica e prevedono che l’attuale situazione di crisi perdurerà almeno per tutto il primo e secondo trimestre. In ogni caso, nessuno si aspetta “grandi cose” nella prima metà dell’anno. Le statistiche mostrano che, nel periodo gennaio-novembre 2008, il totale di ghisa importato dagli USA è stato di 4.857.428 tonnellate, in declino di 11.820 tonnellate rispetto a 4.869.248 tonnellate del medesimo periodo del 2007. I principali esportatori di ghisa verso gli USA nel periodo in questione sono stati Brasile (3.560.686 ton), Russia (711.278 ton), Ucraina (259.006 ton) e Sud Africa (92.900 ton). Alcuni carichi sono stati importati in USA da Svezia, Venezuela e Trinidad & Tobago.
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