UE: prezzi dei coils a caldo sostenuti da ordini e mancanza di import

martedì, 20 ottobre 2020 15:01:15 (GMT+3)   |   Brescia
       

I prezzi dei coils laminati a caldo (HRC) sono cresciuti nuovamente in Europa nell'ultima settimana, benché il trend rialzista abbia perso parzialmente slancio con l'inizio di ottobre. I prezzi base in Italia sono passati da 470-490 €/t a 480-490 €/t franco produttore, mentre nel Nord Europa sono aumentati da 485-500 €/t a 490-500 €/t f.p. Secondo la maggior parte delle fonti intervistate, le quotazioni dovrebbero stabilizzarsi o crescere ancora leggermente nelle prossime settimane, sostenute principalmente dal buon portafoglio ordini delle acciaierie e dalla carenza di offerte da paesi terzi. 

I compratori hanno cercato di opporre resistenza ad ulteriori, significativi aumenti di prezzo nelle ultime settimane, tuttavie le acciaierie hanno continuato ad insistere con offerte più alte. Queste hanno raggiunto il livello massimo di 540 €/t f.p. in alcuni paesi dell'Europa settentrionale, mentre nel Sud Europa sono rimaste comprese tra i 490 e i 510 €/t f.p. Molti produttori sostengono di aver venduto l'intera produzione di dicembre, specialmente nel Nord Europa, dove stanno offrendo materiale con consegna a gennaio/febbraio. Intanto, il clima positivo tra i produttori di acciai piani è stato supportato dalla notizia che a settembre di quest'anno le immatricolazioni di auto nuove sono cresciute su base annua per la prima volta dallo scoppio della pandemia. Tuttavia, alcune fonti dubitano che la domanda dal settore automotive, che è stata buona negli ultimi mesi, rimarrà sui livelli attuali fino alla fine dell'anno in corso. Nel frattempo, l'offerta domestica risulta ancora ridotta dal momento che solo alcuni impianti sono stati riavviati in Europa, e nella maggior parte dei casi questi non stanno ancora producendo ai livelli normali. Inoltre, è notizia di dieci giorni fa circa che ArcelorMittal Poland fermerà definitivamente l'altoforno dello stabilimento di Cracovia. 

Come accennato, i produttori dell'UE continuano a beneficiare fortemente della mancanza di offerte da paesi terzi. Questa situazione è il risultato sia delle misure di salvaguardia dell'UE sia dell'indagine antidumping in corso sugli HRC turchi, che a gennaio potrebbe portare all'imposizione di misure provvisorie nonché a dazi retroattivi a partire da metà ottobre. Le offerte da paesi come Turchia, India ed Egitto sono scese leggermente nell'ultima settimana – da 475-495 €/t a 470-490 €/t CFR Italia – tuttavia i compratori restano cauti. 

Stefano Gennari


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