Questa settimana, il trend rialzista in atto sui mercati europei dei coils a caldo (HRC) ha sostenuto i trader rumeni nel mantenere i propri livelli di prezzo spot. Dopo i forti aumenti della scorsa settimana guidati da ArcelorMittal, i venditori hanno continuato a difendere le attuali quotazioni. Allo stesso tempo, si è osservato un moderato miglioramento della domanda, poiché gli acquirenti hanno mostrato un rinnovato interesse, sulla scia delle aspettative di ulteriori rialzi dei prezzi. Tuttavia, tale interesse rimane cauto. I volumi effettivamente acquistati sono ancora limitati, poiché termini di pagamento più lunghi e le persistenti restrizioni di liquidità continuano a pesare sulle transazioni e restano il principale fattore negativo del mercato.
Secondo quanto riportato, le offerte spot di fogli laminati a caldo (HRS) sono rimaste stabili a 750-780 €/t franco magazzino, in linea con la scorsa settimana. Anche i prezzi dei forti laminati a freddo (CRS) sono rimasti invariati, a 850-890 €/t franco magazzino.
Ciononostante, i livelli negoziabili risultano più bassi, con transazioni segnalate con sconti di circa 20-30 €/t per acquirenti seri e ordini di maggior volume, mentre le restrizioni di liquidità e pratiche di pagamento prudenti continuano a influenzare le trattative.
Sul mercato d’importazione, gli acquirenti rumeni restano cauti, poiché scorte sufficienti e una domanda ancora fragile limitano le nuove prenotazioni. Sebbene l’attività rimanga contenuta, le strategie dei fornitori differiscono. I produttori ucraini hanno aumentato di 10 €/t le proprie offerte di HRS e CRS, rispettivamente a 700-710 €/t CPT e 790-800 €/t CPT, seguendo il trend più ampio europeo. Nel frattempo, i fornitori serbi hanno mantenuto invariate le proprie offerte di HRS a 700-710 €/t CPT. Dall’altro lato, gli impianti turchi hanno leggermente adeguato le proprie offerte di HRC con consegna ad aprile a 500-510 €/t CFR, rispetto ai precedenti 490-515 €/t, calcolati sulla base di un nolo di 15-20 €/t. Tuttavia, il materiale turco resta soggetto ai dazi antidumping dell’Unione europea, che continuano a limitarne la competitività sul mercato rumeno.