Nell’ultima settimana i prezzi dei piani sul mercato spot rumeno hanno continuato a rafforzarsi, rispecchiando in gran parte la tendenza al rialzo osservata nelle offerte di coils a caldo (HRC) sugli altri mercati europei locali e import. Sebbene la domanda sul mercato interno abbia registrato un certo miglioramento rispetto alle settimane precedenti, l’attività commerciale complessiva rimane relativamente limitata. Di conseguenza, nonostante la tendenza al rialzo delle indicazioni di prezzo, nelle transazioni continuano a essere osservati alcuni sconti in quanto gli acquirenti rimangono cauti nelle decisioni di acquisto. Gli operatori indicano che i recenti aumenti dei prezzi sono stati principalmente dovuti al continuo rafforzamento delle offerte di HRC provenienti dagli stabilimenti dell’UE, oltre che a livelli più elevati dei prezzi import. Allo stesso tempo, la sufficiente disponibilità di scorte e il contesto ancora fragile della domanda hanno limitato le nuove prenotazioni import, mentre l’aumento dei costi energetici causati dalla guerra in corso ha contribuito anche ad aumentare le aspettative sui prezzi tra i commercianti rumeni.
In questo contesto, le offerte di fogli laminati a caldo (HRS) sul mercato spot rumeno sono aumentate nell’ultima settimana a 780-800 €/t franco magazzino rispetto ai 750-780 €/t franco magazzino della settimana precedente. Un aumento analogo è stato osservato anche nei prezzi dei fogli laminati a freddo (CRS), che sono attualmente quotati dai commercianti a 880-900 €/t franco magazzino, rispetto agli 850-890 €/t franco magazzino della scorsa settimana.
Sebbene i livelli ufficiali siano aumentati, i prezzi praticabili sul mercato rimangono leggermente inferiori, dato che la domanda continua a essere limitata. La maggior parte dei trader offre infatti sconti di circa 20-40 €/t ad acquirenti sicuri e su ordini di grandi volumi.
Per quanto riguarda l’unico produttore nazionale, la vendita prevista di Liberty Galati attraverso un’asta internazionale prevista per il 12 marzo non si è concretizzata, in quanto nessun offerente ha partecipato alla procedura nonostante il prezzo di partenza fosse fissato a circa 709,1 milioni di euro. L’impianto è rimasto in gran parte inattivo dalla metà del 2024 in mezzo alle continue difficoltà finanziarie, mentre molti dipendenti hanno dovuto affrontare lunghi ritardi nei pagamenti salariali che hanno occasionalmente portato a proteste. In seguito al fallimento dell’asta, il futuro dell’acciaieria e le prossime fasi relative alla sua potenziale vendita o ricostituzione rimangono incerti.
L’attività sul mercato delle importazioni è stata lenta, in quanto gli acquirenti rumeni detengono ancora scorte sufficienti e la domanda locale rimane limitata. Secondo fonti di mercato, un’acciaieria ucraina ha aumentato le offerte ufficiali di circa 10 €/t, con le attuali offerte di HRS e CRS riportate rispettivamente a 710-720 €/t CPT e 800-810 €/t CPT. Allo stesso modo, i fornitori serbi hanno aumentato le offerte di HRS di 10 €/t a 720-730 €/t CPT. Sono anche giunte offerte di 770 €/t CPT per gli HRS da fornitori slovacchi. Le acciaierie turche, invece, hanno aumentato le offerte di HRC per la spedizione di aprile a 540-550 €/t CFR contro i precedenti 515-540 €/t, con un nolo stimato a 15-20 €/t. Tuttavia, i materiali turchi restano soggetti ai dazi antidumping dell’Unione Europea, ed è necessario tenere conto anche dei costi aggiuntivi legati al CBAM, che limitano ulteriormente la competitività sul mercato rumeno.