Natale è passato, ma gli echi di «Silent night» non si sono spenti: tutto è calmo e silente, infatti, nel mercato statunitense del
tondo. Le aziende stanno a guardare in uno scenario di domanda fiacca, osservando pure, stavolta con più ansia, le tendenze nel mercato del
rottame. Grandi aspettative e fermento, invece, per l’insediamento del nuovo presidente Obama, investito del ruolo di salvatore del mercato attraverso la realizzazione di infrastrutture che richiederanno grosse quantità di
tondo, nell’ambito del pacchetto di sostegno economico nazionale. I numeri del
rottame dovrebbero essere pubblicati ogni giorno ora, e ci sono buone possibilità che i prezzi registrino un piccolo incremento rispetto a dicembre, da attribuire alla scarsa richiesta – dovuta alla stagione -, alla carenza di
rottame osservata nel settore industriale e all’aumento dell’interesse turco verso l’export. Data la persistente debolezza nella domanda di prodotti finiti e stanti i livelli di produzione ancora a bassissimi livelli, tuttavia, è improbabile che il
rottame registri un’ascesa tale da poter essere ripercossa sui consumatori finali, soprattutto laddove le aziende vogliano proteggere le loro quote di mercato dall’importazione. Un piccolo incremento nel prezzo del
tondo non è del tutto fuori questione, certo, e solo se i numeri del
rottame continuassero sull’attuale scia, ma si tratterebbe comunque di una cifra pressoché simbolica. Dal momento che, a quanto pare, le
materie prime non regaleranno al
tondo alcuna spinta in questo primo mese dell’anno, la domanda come si comporterà? Non bisogna confidarvi troppo, ecco. Il
consumo di
tondo rimane molto debole in tutta la nazione a causa della poca vivacità nell’edilizia, altra fosca conseguenza dell’attuale condizione economica connessa alla rigidità del clima (e delle attività) nella stagione invernale. Guardando avanti, i produttori locali confidano che il nuovo presidente stimoli la ripresa industriale attraverso un pacchetto di infrastrutture, preferibilmente con la clausola «Acquista in America!», sulla quale stanno facendo pressione leader dell’industria come Thomas Danjczek di Steel Manufacturers Association, l’amministratore delegato di
Nucor, Dan DiMicco, e l’American Iron and Steel Institute. In ogni caso, non è ancora chiaro se il grosso dei programmi di sostegno di Obama verrà speso nel rinnovamento infrastrutturale o in altri progetti, quali ad esempio detrazioni fiscali. Per ora, i prezzi del
tondo negli USA restano più o meno stabili data la produzione ridotta e la scarsa domanda. I prezzi interni, in generale, continuano ad attestarsi approssimativamente sui 617-628 $/t franco fabbrica. Grossi acquirenti possono ottenere prezzi migliori, come al solito. In ogni caso, è altamente improbabile una diminuzione ufficiale dei prezzi in gennaio, in quanto i produttori sanno quanto sia importante instillare fiducia nel mercato: stiamo entrando in un Nuovo Anno, quale migliore opportunità per ripartire da zero? Per quanto riguarda l’import, la maggior parte delle offerte da
Turchia e
Messico continua ad aggirarsi sui 540-563 $/t, dazi pagati FOB camion carichi porti golfo Americano (offerte turche) o consegna in Texas (offerte messicane). Anche i distributori vendono a queste cifre in caso di transazioni spot. Nella West Coast stanno emergendo offerte dal
Taiwan tra i 551 e i 573 $/t dazi pagati, FOB camion carichi porti West Coast. Il
Giappone, tradizionale fornitore di
tondo della West Coast, si sta sforzando per superare l’attuale scompenso nell’esportazione verso gli USA. Lo yen, da tre mesi a questa parte, è molto forte rispetto il dollaro. Il mercato è vicino al fondo, ma c’è ancora un po’ di spazio per la discesa. SteelOrbis ha appreso che, a causa della carenza di ordini, alcune aziende messicane sono pronte a ribassare i loro prezzi agli USA di ulteriori 22 $/t, ma attenderanno almeno sino alla prossima settimana per non dare avvio al 2009 con un segno negativo. Le aziende turche, dal canto loro, stanno affrontando aumenti nei costi per
materie prime, che potrebbero condurli a innalzare a loro volta i prezzi dei lunghi. Il sentimento generale diffuso tra i commercianti è che il mercato dell’import di
tondo sia molto, molto vicino a toccare il fondo. Mentre l’import rimane più competitivo rispetto alle offerte domestiche, i dati diffusi dal Department of Commerce statunitense mostrano che i carichi di
tondo verso gli USA sono in declino costante da settembre. Secondo i dati License del 6 gennaio, l’importazione totale di
tondo in dicembre è stata di sole 16.082 tonnellate, in calo rispetto alle 19.982 di novembre, alle 34.294 di ottobre e alle 52.870 di settembre. In dicembre 2008, le fonti di importazione degli USA sono state la
Turchia (13.191 ton), il
Messico (4.867 ton), la Repubblica Dominicana (1.218 ton), il Vietnam (519 ton), la
Germania (147 ton) e la
Cina (40 ton).