Acciaierie d'Italia, Giorgetti: a breve la presentazione del nuovo piano industriale

martedì, 19 ottobre 2021 17:04:24 (GMT+3)   |   Brescia
       

«A breve verrà presentato» il nuovo piano industriale per Acciaierie d'Italia, ossia l'ex l'Ilva. La rassicurazione è arrivata dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in audizione nella commissione Attività produttive della Camera sulla situazione della siderurgia italiana. Il piano sarà il risultato di uno «sforzo collettivo per andare avanti nel processo di decarbonizzazione», ha aggiunto. «La nuova linea manageriale adottata da Acciaierie d'Italia dovrebbe permettere di venire incontro alle aspettative dell'indotto, a un atteggiamento un po' diverso nei confronti delle rappresentanze sindacali», ha continuato, precisando: «È chiaro che questo grande progetto, che coinvolge tanta risorsa pubblica, deve trovare l'accordo, oltre che delle rappresentanze sindacali, anche del sindaco di Taranto e della Regione Puglia, perché o tutti quanti siamo in qualche modo d'accordo su un grande progetto industriale per la decarbonizzazione di Taranto, oppure non ce la facciamo».

Giorgetti ha affermato che «gli investimenti stimati» per sostenere il piano industriale per la transizione ecologica dell'ex Ilva «variano da 900 milioni a 1,5 miliardi di euro» a seconda delle scelte tecniche. «La copertura finanziaria degli investimenti» necessari all'avvio della produzione di DRI «può essere assicurata dalle risorse del PNRR», ha precisato. Inoltre, il Ministero dello Sviluppo economico ha chiesto di inserire nella prossima legge di bilancio un fondo gestito da MiSE e Ministero della Transizione ecologica per sostenere i processi di transizione ecologica delle industrie energivore.

Il ministro Giorgetti ha ricordato che «allo stato attuale Invitalia detiene una quota del 38% del capitale di Acciaierie d'Italia, alla quale, in virtù dell'emissione di azioni speciali, corrisponde il 50% dei diritti di voto in assemblea». E che «l'accordo di investimento del 10 dicembre 2020, prevede che, a seguito di un secondo aumento di capitale, Invitalia acquisisca il 60% del capitale». Ancora, Giorgetti ha sottolineato che questo secondo aumento di capitale è surbordinato al verificarsi di alcune condizioni: «il rilascio della nuova autorizzazione integrata ambientale relativa al nuovo pianto industriale, la firma di un accordo sindacale sul nuovo piano industriale, il dissequestro penale degli impianti industriale». 

«L'Italia – ha continuato Giorgetti – si colloca tra i paesi con una presenza forte dell'industria siderurgica. Le acciaierie stanno lavorando per la ripresa del post pandemia a un ritmo crescente. Dobbiamo preservare il patrimonio di esperienze e competenza, e supportare l'industria dell'acciao in una conversione dei processi produttivi nel senso della decarbonizzazione e della realizzazione di produzioni a più elevato valore aggiunto», per il quale «la concorrenza, spesso sleale di alcune delle economie emergenti, in particolare della Cina e dell'India, ha comportato la complessiva riduzione di produttività dei maggiori produttori di acciaio europei».


Ultimi articoli collegati

Jsw Steel Italy, due commesse da Rfi per 40mila tonnellate

Acciaierie d'Italia: da domani stop dell'Afo 4 e dell'Acciaieria 1

Arvedi-Ast, entro il 22 dicembre la decisione dell'antitrust Ue

Cinzia Vezzosi (EuRIC): restrizioni all'export Ue di rottame? Serve gradualità

JSW Steel Italy, a breve la chiusura della due diligence per l'ingresso di Invitalia