Come osservato in altri mercati europei, questa settimana sono stati registrati aumenti dei prezzi locali del rottame anche in Germania e Polonia. Le ragioni sono principalmente da attribuire al fatto che la richiesta di materiale sia da parte delle acciaierie locali che dei depositi per l’esportazione si è mantenuta a un livello in linea con le necessità medie del periodo, ma la disponibilità di rottame è inferiore alla domanda per via della rigidità delle condizioni climatiche invernali.
In Germania diverse acciaierie locali hanno concesso aumenti dei prezzi di acquisto del rottame compresi tra 10 e 20 €/t a seconda del produttore e della categoria. Più precisamente, un produttore nella parte occidentale del Paese ha aumentato i prezzi di acquisto del rottame di 20 €/t, mentre un altro nella Germania sud-ovest li ha aumentati di 10 €/t sul rottame vecchio e di 15 €/t sul rottame nuovo. Anche un terzo produttore nella Germania orientale avrebbe attestato i propri aumenti di prezzo di acquisto del rottame tra i 10 e i 15 €/t. Secondo quanto riportato da fonti tedesche, attualmente il prezzo medio del rottame E1 in Germania si attesta all’incirca a 280 €/t reso acciaieria, che è lo stesso prezzo DAP pagato dagli esportatori presso i depositi.
Fonti presso due diversi trader in Germania hanno inoltre segnalato la persistenza di problemi logistici, sia per quanto riguarda il trasporto via camion e rotaia, sia per quanto riguarda le spedizioni via fiume. I livelli del Reno sono infatti inferiori alla media stagionale, il che ha incrementato il costo dei noli, e anche i trasporti via treno sono rincarati del 7-11% attestandosi all’incirca a 55-65 €/t. «Con uno scarto di soli 20 €/t [tra i prezzi del rottame E1 in Germania rispetto a quelli italiani] e questi costi di trasporto, è impossibile essere competitivi», ha dichiarato un trader tedesco di rottame che vende anche in Italia.
Per quanto riguarda la Polonia, le prime voci che circolano sul mercato riferiscono aumenti dei prezzi locali del rottame di 10-15 €/t per le trattative di gennaio, e una scarsa disponibilità di materiale in entrata sia presso le acciaierie che presso i depositi, in parte per via del freddo invernale – le temperature hanno raggiunto -25°C – e in parte del bando alle esportazioni introdotto dall’Ucraina all’inizio dell’anno.
«Al momento rimaniamo estremamente cauti sui volumi [di vendita]. Il flusso in entrata, se c’è, è davvero scarso. È un periodo difficile», ha dichiarato un esportatore con sede in Polonia. Secondo le stime di SteelOrbis, attualmente i prezzi di raccolta del rottame HMS I presso i depositi per l’esportazione dovrebbero attestarsi all’incirca a 275 €/t DAP, in linea con quelli ai porti di altri Paesi del nord Europa, ma al momento della pubblicazione questa informazione non ha ricevuto alcuna conferma ufficiale.