In questa settimana di rientro dalle vacanze invernali il mercato europeo del rottame è rimasto perlopiù cauto e in attesa di sviluppi. Tuttavia, si respira già un’aria rialzista in molti Paesi, guidata principalmente dall’attesa di un rialzo dei prezzi degli acciai finiti in vista dei rincari legati all’implementazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).
«Sono giorni di transizione», ha dichiarato un operatore italiano. «Per il momento è lecito pensare a degli aumenti, ma i produttori preferiranno rimanere cauti». La stessa fonte ha poi dichiarato che un paio di produttori italiani hanno concesso di aumentare i prezzi di acquisto del rottame di una media di 10 €/t rispetto ai livelli di fine novembre-dicembre, e lo stesso ha confermato la fonte di un’acciaieria locale. «Punto a collocarmi nella fascia bassa degli aumenti perché non ho grandi necessità di rifornirmi, ma so che qualcosa dovrò concedere», ha affermato.
In generale, tutti gli operatori sul mercato italiano intervistati da SteelOrbis hanno dichiarato di aspettarsi aumenti dei prezzi del rottame nelle prossime settimane, ma per il momento si tratta solamente di indicazioni teoriche, anche perché non tutti i player sono rientrati in piena attività dopo le vacanze invernali.
Per quanto riguarda il mercato tedesco, diverse fonti hanno riportato aumenti dei prezzi di acquisto locali da parte delle acciaierie tra i 5 e i 10 €/t, in linea con le necessità di un produttore di fare scorta di rottame per l’imminente inaugurazione del suo nuovo forno elettrico ad arco e con l’aumento dei prezzi di raccolta nel nord Europa del materiale destinato alle esportazioni. Inoltre, anche un produttore austriaco ha annunciato che nel mese di gennaio concederà aumenti di 10 €/t per l’acquisto di tutte le categorie di rottame, il che avrà sicuramente un impatto sull’andamento dei prezzi sia in Germania che nel nord Italia.
Infine, vale la pena segnalare che la notizia dell’embargo temporaneo sulle esportazioni di rottame dall’Ucraina sta causando diversi disagi sul mercato del rottame nella vicina Polonia. Un operatore polacco ha infatti segnalato che un carico in transito acquistato prima dell’entrata in vigore della sospensione è stato bloccato alla frontiera e rispedito all’origine, e non è chiaro se ci sarà o meno la possibilità di riscattarlo. La notizia pone diversi interrogativi circa la futura disponibilità di rottame sul territorio polacco, poiché sebbene la Polonia sia tradizionalmente un Paese esportatore, negli ultimi tempi stava facendo forte affidamento sul materiale ucraino per abbattere i costi della materia prima sul mercato nazionale. Per il momento le acciaierie locali non hanno pubblicato i nuovi listini per gli acquisti di gennaio, ma l’aspettativa è che anche in questo caso verrà registrato un aumento dei prezzi per via del fatto che molte di esse hanno necessità di comprare dopo che i fornitori sono rimasti fuori dal mercato per quasi un mese durante le vacanze invernali.