Nell'ultima settimana il mercato italiano dei coils non ha fatto registrare variazioni significative. I prezzi, che dal dopo vacanze ad oggi sono calati di una sessantina di euro, potrebbero aver toccato il fondo, o almeno questo è ciò che sperano gli operatori locali, che non se la sentono di escludere ulteriori ribassi nel breve-medio periodo. A detta dei produttori nazionali, i prezzi correnti non consentirebbero la remuneratività delle operazioni. Per questo motivo, è molto probabile che a fine anno all'interno di ogni azienda le spese abituali saranno assai contenute.
Alla base della recente caduta dei prezzi vi è senz'altro la scarsa vivacità della domanda a valle e, in particolare, la debolezza dell'industria meccanica. Nel frattempo, la maggior parte degli operatori consultati da SteelOrbis lamenta il problema dell'insolvibilità, ormai generalizzato ad una buona parte della clientela. La parola d'ordine resta "cautela", come evidenziato dagli acquisti effettuati dai centri servizi locali: minimi e mirati a garantire un adeguato assortimento dell'offerta.
Attualmente i prezzi base dei coils laminati a caldo (HRC) si attestano attorno ai 450-460 €/ton franco produttore, mentre quelle dei laminati a freddo (CRC) risultano mediamente pari a 510-520 €/ton f.p.; gli zincati a caldo (HDG), infine, costano 500-510 €/ton f.p.