Italia: nuova fase di incertezza per il mercato dei piani

mercoledì, 13 ottobre 2010 17:32:58 (GMT+3)   |  
Il mercato italiano degli acciai piani, dopo le buone performance registrate nella prima parte di settembre, sembra essere ripiombato nell'incertezza. L'entusiasmo che si percepiva un mese fa ha finito col lasciare il posto al pessimismo, a detta di molti non del tutto giustificato dall'andamento reale del mercato. Ma il punto sembra essere proprio questo: gli operatori di mercato confermano una sorta di ipersensibilità a ogni minimo segnale di cambiamento, sia esso positivo o negativo, determinando una amplificazione degli effetti che, in condizioni normali, sarebbero più limitati e meglio contestualizzati.

Dal lato delle acciaierie, i listini restano più o meno invariati, anche perché i costi di produzione restano relativamente elevati, con margini di profitto già piuttosto ristretti.

Non si può tuttavia negare che la domanda finale, dopo l'incoraggiante ripresa del mese scorso, sia tornata su livelli modesti, accentuando l'aggressività di centri servizi e distributori, le cui scorte vengono peraltro tenute molto basse, con rotazione di magazzino a non più di 2 mesi.

Attualmente, sul mercato interno dell'Italia, i prezzi spot dei coils laminati a caldo (HRC), a freddo (CRC) e zincati (HDG) si attestano attorno ai 500, 600 e 570 €/ton rispettivamente, con un trend che tende al negativo.

Un altro fattore che sta influenzando non poco il mercato italiano dei piani è rappresentato dal deciso apprezzamento dell'euro sul dollaro. Ciò determina un aumento della pressione sull'import, con conseguente indebolimento delle quotazioni locali, mentre sull'export i fornitori italiani sperimentano crescenti difficoltà nel concludere transazioni, malgrado la richiesta potenziale di alcune regioni - Sudamerica, per esempio - permanga elevata.

Concludendo, è difficile riuscire a prevedere con sufficiente sicurezza gli sviluppi del mercato in questione nel prossimo futuro. Troppi gli interrogativi: la domanda finale mostrerà finalmente una ripresa? Che direzione assumerà il cambio €/$? Quale strategia di prezzo adotteranno i produttori?               

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