Italia: prezzi dei piani trainati dalle materie prime, la domanda non migliora

martedì, 23 marzo 2010 17:05:47 (GMT+3)   |  
In Italia l'ambito degli acciai piani resta contraddistinto da una scarsa richiesta da parte degli utilizzatori finali. I consumi restano bassi, e nel breve periodo non si intravvedono concrete possibilità di miglioramento. I prezzi, relativamente elevati, non rappresentano altro che una reazione al continuo incremento dei costi delle materie prime. In linea con gli scarsi ordini inviati dai clienti, le scorte sono limitate, con le aziende decise a mantenere tale condizione almeno fino all'estate. D'altra parte, anche gli output produttivi sono ridotti, contribuendo a bilanciare domanda e offerta.

Il mercato internazionale continua a "essere fatto" dalla Cina, ma questa non è una novità. Le quotazioni dei prodotti in esame sono in costante crescita, la domanda è stabile a buoni livelli e i rincari di minerali ferrosi e coke stanno facendo il resto. In questo momento, i prezzi base dei coil laminati a caldo (HRC), a freddo (CRC) e zincati (HDG) si attestano rispettivamente a 630-640, 780 e 770-780 $/ton. L'unica nota stonata nel paese asiatico è rappresentata dai livelli di magazzino che, a causa dei massici output, non accennano a diminuire.

Allargando lo sguardo agli altri mercati del globo, si registra un buon andamento del business anche sulle piazze di Sudamerica (Brasile in prima fila), Nordafrica e Medioriente, oltre che in India.

Attualmente, sul mercato locale italiano, i prezzi base dei piani sono i seguenti: 515-530 €/ton per gli HRC, 600-620 €/ton per i CRC e 580-600 €/ton per gli HDG. I centri servizi stanno dando vita una competizione serrata per accaparrarsi i pochi ordini (in calo del 25% tra il 2008 e il 2009), con tempi di consegna relativamente brevi (60 giorni al massimo).

Sul versante dell'import, i prezzi non si discostano molto da quelli interni, anche se i maggiori tempi di consegna determinano un limitato interesse da parte dei compratori italiani. Maggiore vivacità invece per le esportazioni, grazie alle sostenute attività di acquisto degli operatori nordafricani e mediorientali.   

Nel prossimo futuro il mercato italiano riuscirà a sostenere gli attuali prezzi solo nel caso in cui la domanda tornerà a dare segnali di deciso miglioramento. In altre parole, molto dipenderà dal livello dei consumi: se questi ultimi non cresceranno le acciaierie non potranno fare altro che porre un'ulteriore freno alla produzione, con tutte le conseguenze del caso.


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