Italia: mercato dei piani in sensibile ripresa a settembre

venerdì, 10 settembre 2010 10:50:17 (GMT+3)   |  
In Italia, alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, il mercato degli acciai piani ha evidenziato un deciso recupero in termini sia di volumi di scambio sia di quotazioni. Come era stato previsto dalla maggior parte degli addetti ai lavori, al rientro dalle vacanze i centri servizi hanno cominciato a rimpolpare i magazzini che, nelle settimane che hanno preceduto il break agostano, erano stati tenuti a livelli minimi. Nel frattempo, la richiesta da parte degli utilizzatori finali mostra una certa vivacità, determinando incoraggianti progressi anche sotto il profilo dei consumi reali. In tale contesto, il clima che si sta respirando lungo l'intera filiera è senz'altro positivo.  

Ciò detto, va comunque posto un freno ai facili entusiasmi: nelle prossime settimane, col fisiologico rallentamento delle attività ristoccaggio, la tenuta del mercato sarà tutta da verificare, con occhi puntati soprattutto sull'andamento della domanda finale. Infatti, solo con un adeguato supporto di quest'ultima il mercato potrà davvero dirsi fuori dal tunnel e scrollarsi di dosso la ruggine di un recente passato tutt'altro che roseo.

Attualmente, i coils laminati a caldo (HRC) si attestano a 520-540 €/ton base, i coils a freddo (CRC) a 615-625 €/ton e i coils zincati (HDG) a 575-585 €/ton.

Dando uno sguardo a quanto sta accadendo oltreconfine, va sottolineato il boom della Germania, dove sembra che le acciaierie abbiano già riempito i libri ordine per la produzione di ottobre. I prezzi degli acciai piani in Europa sono relativamente elevati, e quindi il mercato italiano sperimenta poca pressione sull'import. Positivo invece il business sull'export, dove le aziende italiane stanno registrando discreti affari principalmente con i clienti tedeschi e nordeuropei. Per quel che riguarda la Cina, va segnalato che il governo di Pechino sta implementando una politica volta a ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti, il che sta costringendo i produttori di acciaio a tagliare i volumi produttivi, con conseguente riduzione dell'offerta. Nel prossimo futuro verificheremo l'eventuale influenza di tale dinamica sul mercato siderurgico globale.

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