Italia: coils laminati a caldo in sensibile ribasso

giovedì, 28 aprile 2011 17:15:57 (GMT+3)   |  
Negli ultimi quindici giorni, sul mercato italiano dei coils laminati a caldo, si è assistito a un nuovo calo vistoso delle quotazioni, con un arretramento nell'ordine dei 60 €/ton. Alla base della caduta dei prezzi vi è senz'altro la scarsa vivacità della domanda da parte degli utilizzatori finali, con il settore dell'automotive in netta impasse. In aggiunta, va segnalata la notevole difficoltà del momento sull'export, un business ostacolato sia dalla contrazione dei mercati dell'area MENA (Medioriente e Nordafrica) sia dal forte apprezzamento dell'euro sul dollaro USA. D'altra parte, tra le conseguenze più immediate di quest'ultimo fattore va sottolineato il marcato aumento della pressione sull'import, con conseguente ulteriore spinta verso il basso per le quotazioni interne italiane. Discorso analogo, sebbene con ribassi più contenuti, anche per i coils laminati a freddo e per i coils zincati.    

Attualmente, sul mercato locale italiano, i prezzi base dei coils laminati a caldo (HRC) si attestano a 520-530 €/ton; i coils laminati a freddo (CRC) a 610-620 €/ton ; i coils zincati (HDG) a 590-600 €/ton.

Molti ora si chiedono se la fase di calo dei prezzi sia già prossima al fondo, o se al contrario vi sia spazio per ulteriori diminuzioni. A favore della prima ipotesi vi è chi sostiene che alle acciaierie non sia rimasto molto agio per ridurre ancora i listini, vista la relativa tenuta del mercato delle materie prime - a cominciare dal minerale ferroso - e il fatto che i margini di profitto sono già piuttosto striminziti. Coloro che invece ritengono vi sia la possibilità di ulteriori ribassi di prezzo citano il fatto che i principali produttori siderurgici locali stanno cercando di puntare sui volumi e di stimolare quanto più possibile la richiesta di mercato, piuttosto che incrementare la marginalità. In tale ottica si potrebbe anche giustificare il fenomeno per cui, malgrado la presenza di una richiesta tutt'altro che eccezionale, i maggiori steelmaker italiani non sembrano per ora intenzionati a ridimensionare i ritmi produttivi.

In ambito internazionale, oltre alla già citata fase critica che attanaglia il Maghreb e il Middle East, e che sta rallentando sensibilmente gli affari dei fornitori siderurgici turchi, i mercati risentono anche della politica monetaria restrittiva attuata dal governo cinese e finalizzata al contenimento della spinta inflazionistica. È in tale contesto che si inserisce la decisione presa da Baosteel e Anshan Steel di ribassare i listini per maggio.

Per concludere, la maggior parte degli addetti ai lavori interpellati da SteelOrbis ritiene che nelle prossime settimane le quotazioni dei coils sul mercato italiano daranno vita ad altre oscillazioni, mantenendo un generale trend al ribasso.

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