Dopo una settimana iniziata in sordina, il mercato europeo dei lunghi ha iniziato a mostrare deboli segnali di ottimismo. L’annuncio delle nuove misure di salvaguardia che entreranno in vigore in Unione Europea a metà del 2026, unitamente alla graduale definizione delle regole del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), sta infondendo nuova speranza ai produttori europei di acciaio. Al contrario, gli importatori e distributori di fine filiera ritengono queste nuove misure troppo severe.
In particolare, il segmento italiano dei lunghi – che fino alla fine della scorsa settimana sembrava destinato a una discesa inesorabile – in questi giorni ha visto i produttori di tondo in Italia proporre prezzi di vendita di circa 260-280 €/t base partenza. Tuttavia, un commerciante ha affermato che «fino all’inizio di novembre» le consegne continueranno a 230-250 €/t base partenza, comunque in aumento di una decina di euro nell’estremità superiore del range.
I prezzi della vergella, invece, stanno mostrando una tendenza al ribasso anche rispetto alla precedente previsione per il mese di ottobre, attestandosi a 575-590 €/t reso per la qualità da trafila e 550-565 €/t reso per la qualità da rete. Il calo, secondo un operatore, è dovuto alla decisione di alcuni grossi player dell’Unione Europea che hanno effettuato importanti riduzioni di prezzo influenzando l’interno mercato, nonché alla presenza di una domanda ancora modesta nel settore delle costruzioni.
In Germania i prezzi della vergella da trafila per il mese di ottobre sono stati proposti a 585-600 €/t reso, mentre quelli per la vergella da rete a 555-565 €/t reso. Per quanto riguarda l’Europa centrale e dell’Est, invece, gli stessi pressi sono stati proposti rispettivamente a 560-590 €/t reso e 545-560 €/t reso.
Nel segmento delle esportazioni, i prezzi del tondo dalla Spagna verso i porti del Regno Unito sono rimasti invariati dalla settimana precedente a circa 540 €/t FOB, mentre per quanto riguarda le importazioni di tondo e vergella dalla Turchia, i prezzi in dollari sono leggermente aumentati nell’estremità superiore del range su base settimanale per le spedizioni di ottobre e novembre. La scorsa settimana i livelli si attestavano a circa 10-15 €/t in meno rispetto a quelli attuali, che sono stati riportati rispettivamente a 500 €/t CFR e 510 €/t CFR. In questo aumento, tuttavia, bisogna tenere anche conto della variazione del tasso di cambio euro-dollaro che è passato da 1,175 del 2 ottobre a 1,161 del 9 ottobre. Alla base di tali aumenti, secondo gli operatori, c’è la spinta al rialzo del segmento import del rottame in Turchia, che però fatica a essere supportato dalle vendite export dal Paese.