Unione europea, coils a caldo: prospettive di prezzo in rafforzamento mentre la disponibilità import resta limitata

mercoledì, 18 marzo 2026 17:10:35 (GMT+3)   |   Istanbul

I prezzi europei dei coils laminati a caldo (HRC) hanno registrato un nuovo lieve aumento nell’ultima settimana, sostenuti dalla limitata disponibilità di materiale e dal rafforzamento delle offerte sul mercato domestico. Allo stesso tempo, gli operatori hanno iniziato a discutere di un possibile ulteriore incremento dei prezzi da parte del principale produttore ArcelorMittal, con aspettative di un rialzo di almeno 20 €/t nel prossimo round di vendita. Nel frattempo, l’attività sul fronte import è rimasta sostanzialmente ferma, con solo un numero limitato di offerte sul mercato, poiché l’incertezza legata al CBAM, le misure di salvaguardia e le persistenti tensioni geopolitiche dovute alla guerra in Medio Oriente continuano a complicare i flussi commerciali.

In particolare, questa settimana tra gli addetti ai lavori hanno iniziato a circolare indiscrezioni, non ancora confermate, su un possibile aumento dei prezzi da parte di ArcelorMittal, principale produttore di HRC, con offerte per consegna a giugno indicate intorno a 750 €/t franco produttore o 770 €/t reso, in aumento di 20 €/t rispetto a metà febbraio. Sebbene tali informazioni non abbiano finora trovato conferma ufficiale, molti operatori le ritengono plausibili alla luce dell’attuale scarsità di materiale d’importazione, che sta offrendo ai produttori locali l’opportunità di spingere ulteriormente al rialzo i prezzi domestici.

Allo stesso tempo, la maggior parte dei prezzi locali degli HRC dei produttori del Nord Europa, principalmente per consegna a maggio, è stata stimata a 700-735 €/t franco produttore, rispetto ai 700-710 €/t franco produttore della scorsa settimana. Contestualmente, i livelli di prezzo negoziabili si sono assestati a 700-720 €/t franco produttore, contro i 685-700 €/t franco produttore della scorsa settimana.

In Italia, le offerte dei produttori sono stimate a 695-700 €/t franco produttore per consegne a maggio e giugno, rispetto ai 685-700 €/t franco produttore della scorsa settimana. Nel frattempo, il livello di prezzo negoziabile è stimato a 685-690 €/t franco produttore per consegna a maggio, in aumento di 5 €/t sul limite inferiore del range rispetto alla settimana precedente.

Il mercato import ha continuato a mostrare scarsa attività, poiché le fonti del settore hanno segnalato solo un numero limitato di nuove offerte. I prezzi indicativi di offerta per gli HRC si sono assestati a 560-600 €/t CFR, con il limite inferiore del range corrispondente a offerte per HRC provenienti dall’India, in aumento rispetto ai 525-530 €/t CFR della scorsa settimana. Le offerte indicative per gli HRC provenienti dalla Turchia sono state invece segnalate intorno a 580-600 €/t CFR, dazio pagato ma escluse le spese CBAM.

Nel frattempo, secondo le fonti, dopo un accordo per circa 25.000 tonnellate di HRC provenienti dall’Algeria concluso alcune settimane fa a 640 €/t CFR, CBAM escluso, le offerte per HRC provenienti dall’Algeria tramite trader del Nord Europa sono state segnalate intorno a 670-690 €/t CFR, sempre CBAM escluso.

«Dal primo luglio l’Algeria ne risentirà. La sua quota verrà ridotta in misura significativa», ha dichiarato un trader locale.

Il sentiment di mercato ha risentito delle persistenti incertezze legate al regime di salvaguardia rivisto dall’UE, in particolare per quanto riguarda la distribuzione delle quote specifiche per Paese. Allo stesso tempo, la scarsa visibilità sull’impatto finanziario del CBAM ha indotto molti acquirenti ad assumere un atteggiamento prudente, restando in attesa di sviluppi più chiari.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le difficoltà logistiche intensificatesi a causa dei rischi per la sicurezza in Medio Oriente. Di conseguenza, un numero significativo di navi che trasportano carichi dall’Asia verso l’Europa è stato costretto a deviare attraverso il Capo di Buona Speranza, con un allungamento dei tempi di transito di circa due settimane e una conseguente riduzione della disponibilità di materiale per consegne nel breve termine.


Articolo precedente

Europa, coils a caldo: prezzi import in difficoltà a causa delle misure commerciali, alcuni accordi indicano movimento ...

17 apr | Piani e bramme

Europa, coils a caldo: prezzi stabili, rallentano gli scambi in vista della Pasqua

02 apr | Piani e bramme

Europa, coils a caldo: scambi quasi fermi tra ampia disponibilità di scorte e incertezze sul CBAM

27 nov | Notizie

Unione europea, coils a caldo: offerte stabili a fronte di import deboli e crescente confusione sul CBAM

20 nov | Piani e bramme

Germania, Miebach: fornirà a Tata Steel UK una nuova saldatrice laser

12 nov | Notizie

Unione Europea, coils a caldo: mercato in turbolenza tra la nuova proposta di salvaguardia e l’incertezza sul CBAM

09 ott | Piani e bramme

Tata Steel UK avvia la costruzione della nuova linea di decapaggio a Port Talbot

01 ott | Notizie

Europa, laminati a caldo: mercato stagnante, le norme del CBAM frenano gli acquirenti

26 set | Piani e bramme

Europa, coils a caldo: prezzi stabili nonostante la lenta attività

18 set | Piani e bramme

Unione Europea, coils a caldo: mercato ancora debole, i produttori puntano a un recupero da settembre

29 ago | Piani e bramme