Nel corso dell’ultima settimana, i prezzi dei piani sul mercato spot rumeno sono rimasti stabili, in un contesto caratterizzato da una domanda contenuta ma ancora presente e dalla persistente disponibilità di sconti a sostegno delle vendite. Parallelamente, Liberty Galati, unico produttore domestico assente dal mercato da quasi sette mesi, si avvicina al possibile rientro, sostenuta dal recente intervento statale e dai preparativi in corso per una ripartenza ad aprile, in particolare dopo le festività pasquali. Il mercato continua a monitorare con attenzione gli sviluppi, pur mantenendo un atteggiamento prudente alla luce delle persistenti incertezze sull’affidabilità dell’azienda. Un eventuale ritorno dell’impianto è comunque destinato a incidere direttamente sull’orientamento dei prezzi. Allo stesso tempo, nonostante il rialzo delle offerte import, gli acquirenti rumeni continuano a mostrare scarsa propensione alla prenotazione di nuovi carichi, considerando che il fabbisogno attuale risulta ancora coperto e che, per le esigenze più urgenti, resta preferibile negoziare livelli inferiori con fornitori vicini, limitandosi a volumi contenuti.
In questo scenario, le offerte di fogli laminati a caldo (HRS) sul mercato spot rumeno si collocano a 780-800 €/t franco magazzino, mentre i fogli laminati a freddo (CRS) sono indicati a 880-900 €/t franco magazzino, su livelli sostanzialmente invariati rispetto alla settimana precedente. Al netto degli sconti, i prezzi negoziabili si attestano invece a 720-740 €/t per gli HRS e a 820-840 €/t per i CRS.
Sul fronte del produttore locale, Liberty Galati ha avviato i preparativi per un possibile ritorno sul mercato dopo quasi sette mesi di inattività. L’azienda è stata dichiarata operatore strategico, condizione che consentirà di coprire gli stipendi arretrati tramite il sostegno statale, dopo il fallimento del processo di vendita, ostacolato da una valutazione dell’asset ritenuta eccessiva e dall’assenza di acquirenti. Restano tuttavia aperte le questioni legate ai debiti accumulati sia nei confronti dello Stato sia verso controparti private, elemento che continua a sollevare dubbi sulla futura gestione finanziaria della società. Secondo fonti di mercato, la ripartenza dovrebbe avvenire in modo graduale dopo Pasqua, anche se il sentiment resta cauto, poiché non è ancora chiaro se il gruppo riuscirà a garantirsi un portafoglio ordini sufficiente e a ricostruire la fiducia degli operatori.
Nel segmento import, l’attività è rimasta nel complesso debole, con gli acquirenti rumeni ancora poco attivi, alla luce di scorte giudicate sufficienti a coprire la domanda corrente e della disponibilità, da parte dei fornitori limitrofi, di livelli più negoziabili per le necessità immediate. Secondo le fonti, i prezzi di provenienza ucraina hanno però continuato a crescere, frenando ulteriormente l’interesse all’acquisto: le offerte di HRS e CRS si attestano rispettivamente a 760-770 €/t CPT e 850-860 €/t CPT, rispetto ai precedenti 750-760 €/t CPT e 840-850 €/t CPT. Anche le offerte di HRS dalla Serbia sono salite fino a circa 800 €/t CPT, dai precedenti 730-740 €/t CPT, mentre il materiale slovacco viene segnalato intorno a 820 €/t CPT, in aumento di 50 €/t settimana su settimana. Sul versante turco, invece, le acciaierie hanno mantenuto stabili le offerte di coils a caldo (HRC) per spedizione a maggio a 550-565 €/t CFR, calcolate sulla base di un nolo di 20-25 €/t. Il materiale turco continua però a scontare l’impatto dei dazi antidumping dell’Unione europea e dei costi aggiuntivi connessi al CBAM, fattori che ne riducono ulteriormente la competitività sul mercato rumeno.