Nell’ultima settimana, i prezzi spot dei prodotti piani in Romania hanno continuato a muoversi all’interno di un range stabile. La domanda sottostante, pur non essendo debole, rimane insufficiente a sostenere ulteriori aumenti di prezzo. L’attività di mercato si è mantenuta su livelli moderati, sebbene i persistenti vincoli di liquidità continuino a condizionare le dinamiche commerciali: i compratori riescono a ottenere sconti consistenti, in particolare per pagamenti in contanti e grandi volumi, limitando così ogni spinta al rialzo. L’attenzione resta focalizzata sull’unico produttore nazionale, Liberty Galați, dove sono in corso i preparativi per un potenziale riavvio. Il governo ha rafforzato il proprio coinvolgimento concedendo poteri ampliati all’AAAS, l’ente statale che gestisce i crediti pubblici e gli asset in crisi, per gestire direttamente i debiti della società. Questa mossa mira ad accelerare il processo di ristrutturazione e facilitare il ritorno all’operatività, anche se gli operatori di mercato mantengono un atteggiamento cauto sulla sostenibilità di un’eventuale ripresa.
Di conseguenza, le offerte sul mercato spot rumeno sono rimaste pressoché invariate rispetto alla settimana precedente. I fogli laminati a caldo (HRS) sono quotati a 780-800 €/t franco magazzino, ma con livelli negoziabili tra 720-740 €/t per grandi volumi o pagamenti in contanti. I fogli laminati a caldo (CRS) sono invece disponibili a 880-900 €/t franco magazzino, nonostante i livelli negoziabili a 820-840 €/t.
Sul fronte import, l’attività è rimasta limitata, senza prenotazioni confermate, anche se si attendono transazioni nelle prossime settimane a seguito dei recenti eventi di settore. Nel complesso le offerte sono rimaste stabili su base settimanale. I fornitori ucraini continuano a offrire HRS e CRS a 760-770 €/t CPT e 850-860 €/t CPT. Analogamente, le offerte di HRS di origine serba sono state segnalate a 800 €/t CPT, mentre quelle del materiale slovacco a 820 €/t CPT. Nel frattempo, le acciaierie turche hanno leggermente ritoccato al ribasso le offerte di HRC per spedizione a maggio, calando di 5 €/t a 545-565 €/t CFR (con noli stimati a 20-25 €/t). Tuttavia, il materiale turco resta soggetto ai dazi antidumping europei, a cui si aggiungono i costi del CBAM che ne penalizzano la competitività sul mercato rumeno.