Outlook internazionale su rottame e prodotti lunghi

lunedì, 17 novembre 2008 08:43:25 (GMT+3)   |  
Durante il convegno di presentazione di SteelOrbis Italia, l’analista della sede turca Burcak Odabaşi è intervenuta su “Il mercato internazionale del rottame e dei prodotti lunghi”. Nel suo discorso la Odabaşi ha inizialmente illustrato le variabili della situazione macroeconomica, mostrando l’evoluzione del PIL mondiale, la cui crescita ha registrato quest’anno un calo a causa della crisi economica americana ed europea e della crisi finanziaria globale. Tale tendenza negativa, tuttavia, durerà al massimo fino al 2009: una volta svanito l’impatto della crisi dei mutui e ristabilitasi la fiducia nel mercato, il commercio tornerà ai livelli di sempre e il PIL ricomincerà a crescere con costanza dal 2010. Per quanto riguarda il consumo, la parte del leone spetta alla Cina con una stima per il 2008 di 444 milioni di tonnellate, destinato tuttavia a diminuire nei prossimi due anni, fermo restando che il consumo di acciaio aumenterà più nei paesi in via di sviluppo che non nelle altre zone del mondo. La media del consumo apparente di acciaio pro-capite è stata di 194 kg nel 2007, con un incremento molto più marcato in Medio Oriente, soprattutto grazie al contributo dei paesi GCC che registrano il più elevato utilizzo di acciaio nell’edilizia (consumo pro-capite di 450 kg nel 2007 contro i 182 kg del 2006, stimato per il 2010 in 604 kg), impiegato in particolare nelle costruzioni immobiliari e negli importanti progetti di oleo e gasdotti in fase di realizzazione. Il consumo mondiale dei prodotti lunghi è quasi raddoppiato negli ultimi 10 anni, con una diminuzione della quota dei profilati dal 14% al 10% e un aumento della quota di tondo dal 34% al 38%. Il paese leader nella produzione di tondo è naturalmente la Cina, paese che può vantare tra l’altro un certo equilibrio tra i volumi di produzione e quelli di consumo, situazione invero piuttosto comune, tranne in Turchia: qui il consumo rispetto alla produzione totale è solo del 33%, situazione che rende la Turchia un esportatore netto di tondo. Il consumo mondiale di tondo nel 2008 sarà, secondo stime, di 222 milioni di tonnellate, con una crescita in Asia dal 48% al 59% contro una diminuzione europea dal 18% all’8%. Odabaşi ha citato ancora i paesi GCC: il consumo di tondo, per l’ingente impiego nell’edilizia sopracitato, raggiunge qui volumi importanti e in continua ascesa sin dal 2003, con una crescita prevista nel 2008 del 13% contro lo 0,9% mondiale. Relativamente ai prezzi dei prodotti lunghi, il mercato ha segnato una tendenza positiva costante a partire dal 2005. Tuttavia, soprattutto da quando il governo cinese ha introdotto per la prima volta – e successivamente aumentato – dazi sull’esportazione dei lunghi, si è registrata una contrazione nella loro fornitura, assestando un colpo verso l’alto ai prezzi, che hanno raggiunto il picco massimo a maggio 2008. In Medio Oriente i prezzi dai 1500 $/t cui si attestavano sono crollati sino agli attuali livelli di 500 $/t. In linea con quanto detto sino ad ora, lo spread tra rottame e tondo è pure aumentato dal 2005. A maggio 2008 era di 544 $, molto remunerativo per i produttori se pensiamo che il costo di produzione del tondo ottenuto da rottame è di 170 $. Considerando i costi da sostenere per il mantenimento e il funzionamento di un forno elettrico ad arco, si nota che il rottame, con il 65%, rappresenta la voce più incisiva, ma anche una delle materie prime più utilizzate nella siderurgia (482 milioni di tonnellate). La Turchia è il principale importatore mondiale di rottame con più di 15 milioni di tonnellate acquistate dall’esterno nel 2007 (più di 1,2 milioni di tonnellate mensili). Nel 2008 le importazioni sono state addirittura superiori al 2007, almeno fino a due mesi fa, quando le aziende hanno iniziato a tagliare la produzione assestando una battuta di arresto alle attività di import. Il rottame commerciato a livello mondiale è rimasto sostanzialmente invariato nella quantità tra il 2006 e il 2007: in alcuni paesi è aumentato il volume di materiale trattenuto nel mercato domestico (Russia, Europa e Giappone), fenomeno compensato dall’incremento delle esportazioni di altre aree, come ad esempio gli USA. La Turchia importa rottame soprattutto da USA, UE e paesi CIS. Le esportazioni dalla Russia sono in graduale diminuzione: quasi quotidianamente il governo pone in atto strategie per tenere il rottame domestico all’interno dei confini, ci si aspetta perciò che entro 5 anni il paese inizi con le importazioni.

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