Durante il convegno di presentazione di SteelOrbis
Italia, l’analista della sede turca Burcak Odabaşi è intervenuta su “Il mercato internazionale del
rottame e dei prodotti lunghi”. Nel suo discorso la Odabaşi ha inizialmente illustrato le variabili della situazione macroeconomica, mostrando l’evoluzione del PIL mondiale, la cui crescita ha registrato quest’anno un calo a causa della crisi economica americana ed europea e della crisi finanziaria globale. Tale tendenza negativa, tuttavia, durerà al massimo fino al 2009: una volta svanito l’impatto della crisi dei mutui e ristabilitasi la fiducia nel mercato, il commercio tornerà ai livelli di sempre e il PIL ricomincerà a crescere con costanza dal 2010. Per quanto riguarda il
consumo, la parte del leone spetta alla
Cina con una stima per il 2008 di 444 milioni di tonnellate, destinato tuttavia a diminuire nei prossimi due anni, fermo restando che il
consumo di acciaio aumenterà più nei paesi in via di sviluppo che non nelle altre zone del mondo. La media del
consumo apparente di acciaio pro-capite è stata di 194 kg nel 2007, con un incremento molto più marcato in
Medio Oriente, soprattutto grazie al contributo dei paesi GCC che registrano il più elevato utilizzo di acciaio nell’edilizia (
consumo pro-capite di 450 kg nel 2007 contro i 182 kg del 2006, stimato per il 2010 in 604 kg), impiegato in particolare nelle
costruzioni immobiliari e negli importanti progetti di oleo e gasdotti in fase di realizzazione. Il
consumo mondiale dei prodotti lunghi è quasi raddoppiato negli ultimi 10 anni, con una diminuzione della quota dei profilati dal 14% al 10% e un aumento della quota di
tondo dal 34% al 38%. Il paese leader nella produzione di
tondo è naturalmente la
Cina, paese che può vantare tra l’altro un certo equilibrio tra i volumi di produzione e quelli di
consumo, situazione invero piuttosto comune, tranne in
Turchia: qui il
consumo rispetto alla produzione totale è solo del 33%, situazione che rende la
Turchia un esportatore netto di
tondo. Il
consumo mondiale di
tondo nel 2008 sarà, secondo stime, di 222 milioni di tonnellate, con una crescita in Asia dal 48% al 59% contro una diminuzione europea dal 18% all’8%. Odabaşi ha citato ancora i paesi GCC: il
consumo di
tondo, per l’ingente impiego nell’edilizia sopracitato, raggiunge qui volumi importanti e in continua ascesa sin dal 2003, con una crescita prevista nel 2008 del 13% contro lo 0,9% mondiale. Relativamente ai prezzi dei prodotti lunghi, il mercato ha segnato una tendenza positiva costante a partire dal 2005. Tuttavia, soprattutto da quando il governo cinese ha introdotto per la prima volta – e successivamente aumentato – dazi sull’esportazione dei lunghi, si è registrata una contrazione nella loro fornitura, assestando un colpo verso l’alto ai prezzi, che hanno raggiunto il picco massimo a maggio 2008. In
Medio Oriente i prezzi dai 1500 $/t cui si attestavano sono crollati sino agli attuali livelli di 500 $/t. In linea con quanto detto sino ad ora, lo spread tra
rottame e
tondo è pure aumentato dal 2005. A maggio 2008 era di 544 $, molto remunerativo per i produttori se pensiamo che il costo di produzione del
tondo ottenuto da
rottame è di 170 $. Considerando i costi da sostenere per il mantenimento e il funzionamento di un forno elettrico ad arco, si nota che il
rottame, con il 65%, rappresenta la voce più incisiva, ma anche una delle
materie prime più utilizzate nella siderurgia (482 milioni di tonnellate). La
Turchia è il principale importatore mondiale di
rottame con più di 15 milioni di tonnellate acquistate dall’esterno nel 2007 (più di 1,2 milioni di tonnellate mensili). Nel 2008 le importazioni sono state addirittura superiori al 2007, almeno fino a due mesi fa, quando le aziende hanno iniziato a tagliare la produzione assestando una battuta di arresto alle attività di import. Il
rottame commerciato a livello mondiale è rimasto sostanzialmente invariato nella quantità tra il 2006 e il 2007: in alcuni paesi è aumentato il volume di materiale trattenuto nel mercato domestico (
Russia,
Europa e
Giappone), fenomeno compensato dall’incremento delle esportazioni di altre aree, come ad esempio gli USA. La
Turchia importa
rottame soprattutto da USA, UE e paesi
CIS. Le esportazioni dalla
Russia sono in graduale diminuzione: quasi quotidianamente il governo pone in atto strategie per tenere il
rottame domestico all’interno dei confini, ci si aspetta perciò che entro 5 anni il paese inizi con le importazioni.