Secondo quanto riportato dagli operatori sul mercato italiano dei lunghi, questa settimana non sono stati registrati movimenti significativi dei prezzi. Tuttavia, questi ultimi rimangono stabili a livelli elevati, e la tensione continua a essere palpabile. I produttori non accennano a voler diminuire le richieste, mentre i clienti acquistano solo quando necessario, evitando la ricostituzione strategica delle scorte.
Sul mercato italiano, i prezzi di tondo e vergella sono rimasti invariati in un range rispettivamente pari a 440-460 €/t base partenza e 680-720 €/t reso cliente, dove le estremità superiori vengono raggiunte solo in casi specifici e per piccoli quantitativi. La domanda di materiale, infatti, non riesce a supportare a pieno i nuovi prezzi elevati.
Per quanto riguarda il tondo, diverse fonti lato produttori hanno dichiarato che la prima parte dell’anno sta offrendo risultati complessivamente positivi, ma che è necessario rimanere prudenti. «I prezzi sono soddisfacenti – ha dichiarato una fonte – ma il mercato [in Italia] fatica ad accettarli. Migliore la richiesta dall’estero, soprattutto all’interno dell’Unione europea, per cui non escludiamo la possibilità di ulteriori rialzi il mese prossimo», ha concluso.
Al contrario, un trader italiano ritiene che questa tendenza non possa proseguire a lungo. «Prima o poi la corda si spezzerà, e forse verso fine mese potrebbe esserci un ridimensionamento delle quotazioni. Ma in questa confusione globale, fare previsioni è come giocare alla lotteria. Viviamo alla giornata, in attesa di novità».
Il segmento della vergella, al contrario, sembra essere più debole, con una domanda che stenta a decollare. Secondo quanto riferito da un operatore, l’ampiezza del delta dei prezzi è arrivato a un livello storico: «Non vedevo un delta così ampio da almeno dieci anni, e non è un buon segno per lo stato di salute del mercato. Potrebbero esserci ulteriori richieste di aumenti a giugno, ma sarà solo per chiudere a livelli invariati», ha commentato, aggiungendo che i prezzi dell’energia in calo (da 144 €/MWh a inizio marzo a 124 €/MWh al 15 maggio) potrebbero compensare i rincari del rottame.
Sul fronte delle esportazioni, l’Italia sarebbe attiva nelle vendite di tondo per spedizione a giugno con un range di prezzo di 630-650 €/t FOB. Si comunica, infine, un inusuale aumento delle richieste da Regno Unito e Irlanda.