Questa settimana il mercato italiano dei lunghi ha mantenuto un’attività regolare ma priva di slancio. Gli operatori descrivono una fase di «calma piatta», caratterizzata da scambi limitati e da un generale atteggiamento attendista. In questo scenario i prezzi mostrano solo lievi aggiustamenti, mentre il mercato resta in equilibrio grazie alla combinazione di fattori legati a costi, strategie produttive e dinamiche stagionali.
Per quanto riguarda il tondo sono state registrate lievi flessioni nell’ordine di 10-15 €/t, con offerte intorno a 435-440 €/t base partenza rispetto ai precedenti 450 €/t base partenza. Tuttavia, secondo quanto riferito dagli operatori, tali ribassi non riflettono un reale deterioramento delle condizioni di mercato, e anzi due diverse fonti di due importanti produttori italiani hanno riferito che il prodotto si mantiene comunque stabile su un buon livello. «Non dimentichiamo che il tondo ha subito aumenti significativi da inizio anno. 10 €/t è una correzione cosmetica», ha commentato uno di loro. Tuttavia, la domanda finale continua a essere frenata dalla presenza di stock elevati presso i clienti, che preferiscono posticipare i nuovi acquisti. Nonostante ciò, le acciaierie mantengono una posizione ferma sui prezzi, preferendo ridurre la produzione piuttosto che concedere ulteriori sconti.
Sul mercato della vergella il flusso di attività si mantiene costante ma poco vivace, con un equilibrio complessivo tra domanda, offerta e livelli di prezzo. I livelli di magazzino della clientela, tuttavia, restano medio-alti e, complice l’avvicinarsi della pausa estiva, continuano a limitare l’attività di acquisto. In questo momento, però, produttori sembrano più propensi a mettere in atto strategie di controllo dei costi che a giocare sul prezzo. Il calo del rottame in Italia, la stabilità dei prezzi del gas e il capacity market di luglio avranno «un impatto stimato di circa 10 €/t sul prodotto finito», ha commentato una fonte. «L’insieme di questi fattori sembra orientare il mercato verso una fase di sostanziale stabilità dei prezzi», ha concluso.
Sul fronte export si registrano alcuni segnali di attività, sebbene non tali da compensare la debolezza della domanda interna. In particolare, nel mese di giugno sono state segnalate vendite per circa 50.000 tonnellate dall’Italia verso la Romania. Secondo quanto riferito dalle fonti, sarebbe inoltre presente un’offerta di tondo sul mercato pari a 585 €/t FOB dall’Italia alla Romania, ma si tratta di un prezzo particolare ancora non considerabile come livello di mercato.