Unione europea-Repubblica Ceca: richiesto un tetto massimo ai prezzi del carbonio e il rinvio dell’espansione dell’ETS 2
giovedì, 05 febbraio 2026 13:57:56 (GMT+3)
|
Istanbul
Secondo un report diffuso da Reuters, il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babiš, ha esortato l’Unione europea a modificare le norme relative al mercato del carbonio, introducendo un tetto massimo ai prezzi delle quote di carbonio e posticipando l’espansione del Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System, EU ETS).
In una lettera inviata ai leader europei prima della riunione incentrata sulla competitività, Babiš ha dichiarato che gli elevati prezzi del carbonio stanno facendo aumentare notevolmente i costi dell’energia e stanno indebolendo la competitività industriale europea. Babiš ha inoltre avvertito che i prezzi delle quote di carbonio potrebbero accelerare la delocalizzazione della produzione industriale al di fuori dell’Europa.
Proposto il rinvio dell’implementazione dell’ETS 2
Il governo ceco ha specificamente richiesto la proroga della seconda fase dell’ETS, comunemente chiamata ETS 2, almeno fino al 2030. L’ETS2 si estenderà anche a settori come quello edile e dei trasporti e, al momento, dovrebbe entrare in vigore nel 2028 (dopo un precedente rinvio dal 2027).
Babiš ha dichiarato che limitare la crescita dei prezzi del carbonio potrebbe contribuire a supportare l’attività industriale, senza compromettere la direzione generale della politica climatica europea.
Il mercato europeo del carbonio rimane al centro della politica climatica
Introdotto nel 2025, l’EU ETS costituisce il principale strumento della politica climatica europea. Il sistema prevede che i produttori di energia e le industrie acquistino dei permessi per ogni tonnellata di CO2 emessa, creando un incentivo finanziario a investire in tecnologie e in processi di produzione più sostenibili.
Le entrate generate dalla vendita dei permessi verranno spartite tra gli Stati membri europei, mentre i fondi aggiuntivi saranno utilizzati per finanziare iniziative dedicate al clima e alla decarbonizzazione. Al 2 febbraio, i prezzi delle quote si attestavano a 81 €/t, ma a inizio gennaio avevano raggiunto i 90 €/t.
Emergono disaccordi sui prezzi del carbonio
Diversi Paesi europei, tra cui la Polonia, hanno sollevato preoccupazioni sugli elevati prezzi del carbonio, che potrebbero corrispondere a una speculazione finanziaria sul mercato e non alla domanda sottostante. Questi Paesi affermano inoltre che gli aumenti incontrollati dei prezzi potrebbero compromettere la stabilità economica e la competitività industriale.
Tuttavia, gli altri Stati continuano a supportare la tendenza rialzista, sottolineando che questi prezzi sono fondamentali per accelerare la decarbonizzazione e garantire un progresso verso il raggiungimento degli obiettivi climatici europei a lungo termine.