Petr Popelar, presidente della ceca Moravia Steel, ha dichiarato che per la prima volta quest’anno l’azienda dovrà far fronte a una riduzione delle assegnazioni gratuite di quote di emissione, aumentando le pressioni sui costi per l’industria siderurgica del Paese.
Secondo Popelar, l’aumento dei costi, obblighi ambientali più stringenti che richiedono investimenti significativi e prezzi dell’energia persistentemente elevati stanno mettendo sotto forte pressione i produttori. Ha sottolineato che l’azienda è pronta ad avviare un ampio percorso di sostenibilità ambientale e decarbonizzazione dei propri processi produttivi, ma ha anche avvertito che l’ambiente di mercato deve migliorare per garantire la sostenibilità e lo sviluppo a lungo termine del settore siderurgico ceco.
Appello per una riforma dell’ETS e una politica energetica unica
Popelar ha chiesto una rivalutazione degli obiettivi del Green Deal europeo, sostenendo che le politiche iniziali siano state guidate più dall’ideologia che dalle realtà economiche. Ha inoltre sollecitato una revisione del sistema ETS dell’Unione europea, affermando che il forte calo delle assegnazioni gratuite dovrebbe essere moderato e che occorre impedire agli speculatori finanziari di influenzare i prezzi del carbonio.
Contestualmente, ha auspicato una politica energetica europea unitaria, sottolineando che affidare le decisioni chiave ai singoli governi nazionali genera condizioni di concorrenza diseguali all’interno dell’Unione. Ribadendo l’importanza strategica del comparto, Popelar ha concluso che l’Europa deve preservare la propria industria siderurgica, sottolineando che l’acciaio è essenziale per la difesa, la sovranità e l’indipendenza industriale e che una maggiore dipendenza dalle importazioni indebolirebbe la capacità dell’Europa di determinare il proprio futuro.