Feralpi Group: investimenti record e focus ESG, ma il 2024 si chiude in perdita di 37,7 milioni

venerdì, 19 settembre 2025 13:07:49 (GMT+3)   |   Brescia

Quanto emerso durante la conferenza stampa tenutasi giovedì 18 settembre presso la sede di Lonato del Garda conferma un anno complesso per Feralpi Group, che ha chiuso il 2024 con una produzione in crescita ma con un risultato netto in perdita, in un contesto caratterizzato dal calo dei prezzi di vendita e dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. 

Risultati produttivi e finanziari 

Il gruppo ha prodotto 2,6 milioni di tonnellate di acciaio (+6,4% a/a), registrando ricavi per 1,65 miliardi di euro (in calo dagli 1,72 miliardi del 2023) e un valore della produzione di 1,73 miliardi. L’EBITDA si è ridotto a 27,6 milioni di euro (da 83,2 milioni dell’anno precedente), penalizzato dal già citato caro-input. Dopo ammortamenti e svalutazioni per 70,3 milioni, il risultato netto è risultato negativo per 37,7 milioni di euro, rispetto all’utile di 19 milioni del 2023. La Posizione Finanziaria Netta peggiora a 155,5 milioni (45,5 milioni nel 2023), per effetto degli ingenti investimenti tecnici. 

La componente internazionale dei ricavi si conferma al 62% del totale (61% nel 2023), con una quota extra UE del 9,5% e una crescita in Polonia e Repubblica Ceca. Il valore economico distribuito agli stakeholder è stato di 1,7 miliardi di euro (+7% a/a), con un incremento rilevante verso i dipendenti (+10%), che a fine anno hanno raggiunto le 1.986 unità (+3,3% a/a, equamente divise tra Italia e Germania). 

«In un contesto macroeconomico difficile che impatta quotidianamente sulla vita delle nostre imprese - ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group - abbiamo consolidato la convinzione che sia sempre più dirimente strutturare un modello di business non solo resiliente alle crisi, ma anche capace di armonizzare la continuità aziendale con il conseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale. Nel corso del 2024, pur in presenza di un rallentamento della domanda di acciaio in Europa, abbiamo continuato a investire in misura straordinaria per estendere la gamma dell’offerta e produrre acciai a basso impatto grazie all’elettrificazione dei processi produttivi». 

Il gruppo ha inoltre registrato progressi sul fronte ESG: le emissioni specifiche di CO₂ si sono ridotte del 39% rispetto al 2022, mentre i consumi idrici sono calati del 22%. 

Investimenti e sostenibilità 

Il 2024 ha visto un piano di investimenti tecnici da 223 milioni di euro, di cui oltre l’80% a contenuto ESG, con progetti realizzati nei principali siti del gruppo: 

  • Riesa (Sassonia, Germania): finalizzazione del nuovo laminatoio nello stabilimento Feralpi Stahl, con avvio della produzione di spooler fino a 8 tonnellate tramite processo elettrificato e a zero emissioni dirette; 

  • Lonato del Garda (Brescia, Italia): realizzazione della nuova linea spooler e delnuovo impianto per il trattamento delle acque di acciaieria e laminatoio 1, nonché installazione di un impianto fotovoltaico da 437 kWp; 

  • Lecco (Italia): avvio della linea Garrett nello stabilimento Caleotto per gli acciai speciali, con ampliamento della gamma dimensionale e miglioramento della qualità dei prodotti; 

  • Calvisano (Brescia, Italia): installazione di una nuova cappa di aspirazione e potenziamento del trattamento secondario del forno (LF), oltre a progetti di produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico. 

Prospettive sull’anno in corso 

Guardando al 2025, nel primo semestre è stato registrato un miglioramento dell’EBITDA sia per gli acciai da edilizia che per gli acciai speciali. In Germania i ricavi hanno mostrato una crescita significativa, ma il mercato resta condizionato dal calo strutturale della produzione siderurgica tedesca (-12% nel 2024) e dalla forte pressione delle importazioni cinesi. Per l’intero esercizio il gruppo si attende una possibile chiusura in positivo, pur sottolineando le incertezze ancora elevate legate alla domanda europea, all’andamento dei prezzi e alle politiche commerciali internazionali, tra cui le nuove misure di salvaguardia e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). 


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