USA: forte incertezza sul mercato del rottame

giovedì, 28 maggio 2020 10:48:30 (GMT+3)   |   San Diego

Mancano tre giorni all'inizio di giugno, ma c'è ancora molta incertezza riguardo a quello che sarà l'andamento del mercato USA del rottame il prossimo mese. «Possono cambiare troppe cose tra adesso e la prossima settimana e qualsiasi previsione fatta oggi potrebbe essere completamente sbagliata lunedì» ha commentato una delle fonti intervistate, parlando ad esempio dell'eventualità che una o più acciaierie registrino casi di coronavirus al loro interno. 

Un altro operatore dell'Ohio ha affermato che la situazione dovrebbe risultare più chiara alla fine di questa settimana: «Cosa farà US Steel con le sue acciaierie di Pittsburgh il prossimo mese? Per ora non lo sappiamo. Se queste manterranno gli attuali tassi di utilizzo della capacità, allora probabilmente non compreranno. Se aumenteranno la produzione, potrebbero comprare del materiale». 

La maggior parte delle fonti nel Midwest ritiene che i prezzi cresceranno di una decina di dollari a causa della carenza d'offerta. Diversi operatori nelle regioni della East Coast scommettono su un aumento di 10 $/t per HMS I e P&S, sottolineando che nonostante i flussi in entrata siano cresciuti restano comunque ridotti.

«Di positivo – ha sottolineato una fonte – c'è che le scorte presso le acciaierie non sono molto alte, tuttavia ciò è dovuto al fatto che esse non hanno ricevuto molti ordini. Il grosso punto di domanda riguarda ciò che succederà quando tutte le acciaierie finalmente torneranno sul mercato. Per ora nessuna di loro possiede scorte che possano durare più di due o tre settimane».

Secondo qualcuno, alcune acciaierie potrebbero acquistare rottame a giugno a prezzi in aumento di 10-20 $/t e conservare il materiale per un momento successivo. «Esiste la possibilità – ha affermato una fonte – che alcune delle più grosse acciaierie facciano scorta di rottame a basso costo per risparmiare del denaro in futuro». 

Per il momento, la maggior parte degli operatori ritiene che i tassi di utilizzo della capacità produttiva stiano aumentando, benché marginalmente, e che i flussi di rottame stiano lentamente crescendo. 


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