É un mercato sospeso quello che apre i battenti del mese di gennaio. Le acciaierie, strategicamente in allungo sul periodo di fermo per il cambio d'anno, riprenderanno le produzioni nei prossimi giorni. Le fonderie invece, sulla base del mercato di riferimento, hanno riaperto l'attività produttiva alcune la prima settimana di gennaio, altre questa settimana ma con spostamenti anche sulla prossima.
I parchi della ghisa sono mediamente buoni presso le acciaierie che, in fine d'anno, hanno fatto acquisti più consistenti. Gli stock delle fonderie sono oggi prevalentemente orientati ad una certa snellezza, con materiale a copertura dell'effettivo utilizzo di produzione. Resta però più sensibile presso le fonderie una propensione alla programmazione, seppur limitata nel tempo, basata su quantitativi meno ingenti rispetto allo stesso periodo del 2011, ma certi.
I prezzi della ghisa, già aumentati nel mese di dicembre, come attestano le negoziazioni in netto rialzo concluse sul finire del 2011, sono oggi ulteriormente saliti su base FOB con effetto sia sul fronte russo, sia sul fronte ucraino, di norma più restio agli adeguamenti in incremento. I produttori sembrano pertanto intenzionati ad aggiornare le prossime quotazioni, in linea con il mercato internazionale che, nelle ultime settimane, a dispetto delle attività rallentate un po' ovunque per effetto del periodo natalizio, ha visto un incremento dei prezzi di tutto il comparto siderurgico, con qualche aumento anche sui prodotti finiti. Si vedrà solo nei prossimi giorni se i clienti, poco propensi ad adeguarsi, saranno in grado di controbilanciare le aspettative dei produttori.
Restano tuttavia latitanti le transazioni, che risultano essere in numero minore alle attese e per quantitativi meno ingenti: l'aumento dei prezzi viene di fatto assorbito ma rende più puntuali gli acquisti ovunque, in controtendenza con l'ascesa dei prezzi che normalmente agisce da leva di mercato.
Per quanto concerne le ferro-leghe si distinguono quelle di massa, facilmente fruibili, su livelli di prezzo stabili, e quelle nobili che puntano ad un incremento per effetto delle aumentate quotazioni dei metalli non ferrosi al mercato LME. Tuttavia, anche in questo caso, le transazioni rimangono scarse e limitate nelle quantità, con l'obiettivo di coprire solo gli effettivi bisogni produttivi.