Il mercato italiano del rottame questa settimana ha mostrato segnali di rallentamento della forte discesa registrata nell’ultimo periodo. Quasi tutti i produttori hanno ridotto di molto le proprie scorte e si trovano ora con la necessità di rifornirsi, sebbene il mercato dei prodotti lunghi non sia particolarmente brillante. Di conseguenza, chi ha scorte sufficienti ha potuto ritoccare i prezzi di acquisto al ribasso di ancora qualche euro, mentre i produttori con maggiori necessità hanno rallentato la discesa delle proprie offerte di acquisto. Anche i commercianti, infatti, hanno riferito che per via dei cali precedenti la raccolta si è fatta più complessa, a fronte di una disponibilità comunque modesta di rottame sul mercato nazionale.
«I fondamentali non cambiano», ha riferito un commerciante italiano. «Penso che le prossime settimane saranno tranquille, ma credo che [i produttori] abbiano fatto male a scendere così tanto [con i prezzi di acquisto], perché il tondo non segue», ha concluso. «I produttori italiani non possono pensare di alzare i prezzi del tondo senza che aumentino anche quelli del rottame», gli ha fatto eco un altro operatore. «I due fattori sono codipendenti, se uno sale, deve salire anche l’altro, e viceversa. Il problema è che in questo momento l’edilizia in Italia non tiene, e il mercato degli ultimi anni era stato molto gonfiato dai vari aiuti statali. Inoltre al momento il gettito di rottami nuovi è molto basso, perché le lavorazioni, ad esempio delle lamiere, sono sempre più efficienti e gli scarti sono pochi, e al contempo non c’è necessità di demolire. Il rottame a disposizione, quindi, non è molto».
Riguardo ai cali, l’esponente di un’acciaieria italiana ha ammesso di aver acquistato rottame a prezzi gradualmente inferiori nei contratti conclusi rispetto al mese di settembre. «Abbiamo il magazzino pieno, in questo momento il problema non è l’acquisto del rottame ma la vendita del finito, che sta andando male», ha commentato. Intervistato poi riguardo alle nuove misure di salvaguardia dell’Unione Europea e sull’entrata in vigore del CBAM, ha dichiarato che nel complesso sono positive, ma che serve più concretezza da parte della Commissione Europea.
Secondo le informazioni raccolte da SteelOrbis, sulle qualità di riferimento E1/E3 ed E8, i prezzi locali del rottame in Italia hanno subito ulteriori ribassi di circa 5 €/t, attestandosi ai livelli indicati di seguito:
| Qualità | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) |
| Periodo | 16 ottobre | 10 ottobre | 18 settembre |
| Torniture (E5) | 255-285 | 255-285 | 280-300 |
| Demolizioni (E1/E3) | 260-285 | 265-285 | 280-300 |
| Frantumato (E40) | 300-325 | 300-325 | 330-345 |
| Lamierino (E8) | 285-320 | 300-320 | 320-335 |
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