Anche questa settimana il mercato italiano del rottame ha registrato movimenti minimi con prezzi perlopiù invariati negli scambi, fatta eccezione per qualche piccolo aggiustamento al rialzo dovuto principalmente agli aumenti dei costi.
I commercianti continuano a lamentare una carenza strutturale di materiale, la quale giustificherebbe un potenziale aumento dei prezzi, ma allo stesso tempo la domanda proveniente dai consumatori di rottame continua ad attestarsi a livelli minimi. «Le dichiarazioni post-fiera [Düsseldorf Tube&Wire 2026] sono tutte buone, il prossimo trimestre andrà bene, ma sono più comunicative per dare ai loro clienti [delle acciaierie] un pretesto in più per giustificare gli aumenti dell’energia e dell’incidenza del trasporto. Però oggettivamente io non vedo un aumento dei volumi purtroppo, e la nostra economia di mercato si dovrebbe basare sui volumi degli scambi, che invece sono ridotti all’osso», ha dichiarato un commerciante italiano di rottame.
Lato produttori, questi ultimi riferiscono una scarsa propensione all’acquisto e la volontà di concludere i nuovi accordi a prezzi sostanzialmente invariati. «Pagando gli stessi prezzi della settimana scorsa ho rilevato un buon flusso in entrata sul nazionale», ha dichiarato una fonte presso un’acciaieria italiana. «Sull’estero c’è stato qualche piccolo ritocco, i francesi sembrano quelli più in difficoltà. Con loro ho chiuso a +10 €/t, mentre dalla Germania a circa +5-7 €/t. Attenzione però, si tratta si aumenti che ho concesso per venire incontro ai fornitori, perché tutti loro sono in difficoltà con i costi più alti del carburante e del trasporto», ha concluso.
Secondo quanto riportato dalle fonti, un importante produttore italiano avrebbe interrotto le consegne di rottame via treno e camion in favore degli arrivi via nave, continuando tuttavia ad acquistare a prezzi pressoché invariati e soltanto alcune categorie di rottame.
Inoltre, pare che un altro produttore del nord Italia abbia concesso aumenti di 10 €/t per i lamierini (E8) e di 15 €/t per i cesoiati (E1), ma bisogna considerare al contempo che lo stesso produttore era rimasto fuori dal mercato nelle ultime settimane, per cui questi rialzi possono essere interpretati come un allineamento ai livelli attuali.
Ciò detto, non sono stati rilevati cambiamenti significativi nei prezzi italiani del rottame, che continuano ad attestarsi ai livelli indicati nella tabella, anche se per alcune categorie di demolizioni (E3) sono stati raggiunti anche prezzi superiori di circa 10 €/t rispetto ai massimi riportati.
| Qualità | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) |
| Periodo | 22 aprile | 09 aprile | 26 marzo |
| Torniture (E5) | 285-300 | 285-300 | 285-300 |
| Demolizioni (E1/E3) | 285-315 | 285-315 | 280-315 |
| Frantumato (E40) | 325-345 | 325-345 | 320-345 |
| Lamierino (E8) | 330-340 | 330-340 | 330-340 |
I prezzi sono da intendersi reso acciaieria, IVA esclusa.