Questa settimana sul mercato italiano del rottame si è delineato uno scenario piuttosto eterogeneo, con decisioni diverse sui prezzi di acquisto da parte dei vari operatori siderurgici.
Secondo quanto riportato dai commercianti, le acciaierie stanno tentando di abbassare i listini di acquisto del rottame tra i 5 e i 10 €/t, per il momento con pochi volumi movimentati sul mercato locale. «È un mese un po’ moscio», ha dichiarato una fonte, «anche se per il momento i ribassi non si sono ancora concretizzati in vendite significative».
«Sulla scia dei cali a livello internazionale è possibile che la stessa tendenza si manifesti anche su quello italiano a fine mese, ma per il momento è presto per parlare di trend al ribasso», ha commentato un’altra fonte lato commercianti.
Le acciaierie dal canto loro riportano una scarsa propensione all’acquisto, con un importante produttore italiano fermo sugli acquisti di tre categorie su quattro da circa tre mesi, mentre altri che stanno acquistando rottame in base alle proprie necessità puntuali. Di conseguenza, alcuni hanno scelto di mantenere prezzi invariati, mentre altri di diminuire i listini di 5 o 10 €/t in base alla categoria e al produttore.
Questa decisione, tuttavia, potrebbe essere rischiosa in questo momento dell’anno, poiché molte acciaierie si stanno preparando a rallentare le produzioni in vista delle fermate estive ed è possibile che un calo adesso si traduca in un forte aumento a settembre.
Dal lato delle importazioni i prezzi dalla Germania in particolare continuano a essere piuttosto elevati, ed è ancora da tenere in considerazione l’incidenza dei costi dei trasporti via camion e treno, che con l’avvicinarsi della stagione estiva si faranno più pesanti.
In estate, infatti, il traffico dei camion sulle autostrade viene ridotto per questioni legate al traffico, mentre è previsto l’inizio di alcuni lavori di manutenzione presso uno snodo ferroviario fondamentale che costringerà i vagoni a trovare rotte alternative comportando un aumento dei costi di trasporto di almeno 10 €/t.
A questo si aggiunge ancora la carenza strutturale di mezzi, autisti e vagoni che aggravano la situazione generale dei trasporti tra Italia e Germania.
Infine, è opportuno menzionare che – secondo quanto riportato dai media locali in Italia – il forno di un produttore con sede nella bergamasca è stato posto sotto sequestro per un periodo ancora indefinito a seguito di un incidente che ha coinvolto un operaio di 55 anni. Fonti hanno riferito che per il momento le consegne di rottame presso tale produttore sono state bloccate, ma la società non ha ancora rilasciato alcuna comunicazione ufficiale.
Alla luce di quanto descritto, i prezzi locali del rottame in Italia hanno subito qualche lieve correzione, delineandosi come nella tabella seguente. SteelOrbis intende precisare che, all’interno del range della categoria demolizioni (E1/E3), i prezzi del cesoiato (E1) si collocano a 295-310 €/t reso, mentre quelli dell’E3 tra 315 e 330 €/t reso. Nella categoria del proler (E40) sono stati segnalati livelli che sfiorano i 370 €/t reso in base alla qualità, mentre i prezzi del lamierino palabile (E8C) possono attestarsi fino a 360 €/t reso.
| Qualità | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) | Prezzo medio spot (€/t) |
| Periodo | 17 giugno | 11 giugno | 29 maggio |
| Torniture (E5) | 300-310 | 300-310 | 300-310 |
| Demolizioni (E1/E3) | 295-330 | 295-325 | 295-325 |
| Frantumato (E40) | 330-345 | 340-345 | 340-345 |
| Lamierino (E8) | 335-345 | 335-345 | 335-345 |
I prezzi sono da intendersi reso acciaieria, IVA esclusa.