Export di rottame, scontro con Bruxelles: bvse e CMA contestano la legittimità delle restrizioni

venerdì, 23 ottobre 2026 13:21:57 (GMT+3)   |   Brescia

Le restrizioni all'export di rottame metallico verso i paesi non-OCSE proposte dalla Commissione europea finiscono al centro di una nuova contestazione, questa volta sul piano giuridico. Secondo un parere legale commissionato dalle associazioni tedesche bvse (Bundesverband Sekundärrohstoffe und Entsorgung) e CMA (Circular Metal Association) allo studio okl & partner, le misure previste da Bruxelles potrebbero violare il diritto dell'Unione europea, oltre a compromettere la competitività dell'industria del riciclo.

Al centro delle contestazioni vi sono i criteri adottati dalla Commissione per limitare le esportazioni di rottame ferroso e non ferroso verso numerosi paesi non-OCSE. Secondo il parere, tali restrizioni presenterebbero diverse criticità giuridiche e risulterebbero in contrasto con alcune disposizioni del regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti (UE 2024/1157).

Come già riportato in precedenza da SteelOrbis, la proposta aveva suscitato preoccupazioni tra gli operatori tedeschi del riciclo, soprattutto per il rischio di un eccesso di offerta sul mercato europeo e di conseguenti pressioni al ribasso sui prezzi del rottame. In base al nuovo quadro normativo, dal 21 maggio 2027 le esportazioni di determinate categorie di rifiuti non pericolosi verso i paesi non-OCSE saranno consentite soltanto alle destinazioni incluse nell'elenco delle autorizzazioni della Commissione europea.

Le associazioni contestano la legittimità delle restrizioni

Secondo il parere legale, i criteri adottati dalla Commissione europea per limitare l'export di rottame metallico presenterebbero diverse incongruenze rispetto alla normativa vigente. Al centro delle contestazioni vi è soprattutto il riferimento ai rischi ambientali associati alla presenza di metalli pesanti, utilizzato per giustificare l'esclusione di alcune categorie di rottame dalle esportazioni autorizzate.

Le associazioni sottolineano infatti che l'articolo 39 del regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti disciplina già le restrizioni all'export di materiali pericolosi verso i paesi non-OCSE, mentre il nuovo elenco riguarda esclusivamente quelli classificati come non pericolosi. Secondo bvse e CMA, Bruxelles starebbe quindi applicando criteri di valutazione non coerenti con la classificazione dei materiali interessati.

Un'altra criticità riguarda la proporzionalità delle misure. Le due associazioni ricordano che la normativa prevede già controlli indipendenti sugli impianti di destinazione per verificarne la conformità agli standard ambientali europei, rendendo a loro giudizio superflue ulteriori restrizioni generalizzate.

Il parere contesta inoltre l'adozione di limitazioni indistinte per diverse tipologie di rottame, senza tenere adeguatamente conto delle rispettive caratteristiche ambientali. A sostegno di questa posizione vengono richiamate la classificazione di determinati rifiuti metallici nella cosiddetta «Lista verde», che ne riconosce il basso potenziale di rischio, e le linee guida della Convenzione di Basilea sul riciclo dei metalli. Secondo le associazioni, questi riferimenti normativi e tecnici non sarebbero stati sufficientemente considerati dalla Commissione nella definizione delle restrizioni proposte.

Rischi per il mercato europeo e possibili azioni legali

Sul piano economico, bvse e CMA avvertono che le restrizioni all'export potrebbero accentuare gli squilibri tra domanda e offerta di rottame sul mercato europeo. Secondo le associazioni, l'industria comunitaria non sarebbe attualmente in grado di assorbire tutti i quantitativi raccolti e lavorati, rendendo i mercati internazionali uno sbocco commerciale fondamentale per il settore. Una loro eventuale chiusura rischierebbe quindi di generare un eccesso di offerta, esercitare pressioni al ribasso sui prezzi e compromettere la redditività delle imprese, frenando gli investimenti nelle attività di raccolta e riciclo.

Le due organizzazioni sottolineano inoltre che le difficoltà competitive dell'industria siderurgica europea dovrebbero essere affrontate intervenendo sui costi energetici, sulle condizioni di produzione e sugli incentivi agli investimenti, anziché limitando le opportunità di vendita sui mercati esteri.

Preoccupazioni analoghe sono state espresse anche dal Bureau of International Recycling (BIR), che il 19 ottobre ha chiesto alla Commissione europea di riconsiderare le restrizioni proposte e le relative motivazioni. L'organizzazione ha inoltre sollecitato una proroga della consultazione pubblica, per consentire ai paesi interessati di presentare ulteriori informazioni a sostegno delle richieste di autorizzazione.

Alla luce di queste criticità, bvse e CMA chiedono a Bruxelles di rivedere il progetto, includendo tra le destinazioni autorizzate tutti i paesi che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa europea. Le associazioni hanno inoltre annunciato che, qualora l'elenco venisse adottato nella sua formulazione attuale, potrebbero valutare il ricorso alle vie legali.

La pubblicazione dell'elenco definitivo dei paesi non-OCSE autorizzati è prevista entro il 21 novembre 2026, mentre il nuovo regime sulle esportazioni entrerà in applicazione il 21 maggio 2027.

ChiaraMassacci
Chiara Massacci
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Laureata in Interpretariato e Traduzione presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma, ho conseguito anche un master in Leadership per le Relazioni Internazionali e il Made in Italy, sviluppando un percorso formativo orientato alla comunicazione specialistica, all’analisi internazionale e alla valorizzazione dei contenuti. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Market Intelligence & Content Specialist, occupandomi dell’analisi dei mercati del rottame ferroso e dell’acciaio, con particolare attenzione ai mercati del Sudest asiatico quali Pakistan e Bangladesh. Il mio profilo integra competenze linguistiche, traduzione specialistica, analisi di mercato e monitoraggio dei prezzi, con un focus sulla produzione di contenuti accurati e orientati alla lettura delle dinamiche dell’industria siderurgica e delle materie prime.

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