Il mercato turco del rottame deep sea è tornato finalmente a muoversi dopo una lunga fase di stallo, con la conclusione di nuove transazioni che confermano il deciso rialzo dei prezzi atteso da SteelOrbis. Secondo le fonti, tuttavia, le offerte concrete da parte dei venditori restano ancora limitate e il mercato continua a mantenere una chiara impostazione favorevole al lato vendita.
Nella giornata di oggi, 25 marzo, il mercato si è aperto con la notizia di una nuova prenotazione di materiale proveniente dai Paesi Bassi da parte di un’acciaieria turca dell’area di Marmara, con HMS I/II 80:20 fissato a 385 $/t CFR, in aumento di 7,5 $/t rispetto ai precedenti livelli indicativi. Nella giornata di ieri, invece, un produttore con sede a Iskenderun ha concluso un acquisto di provenienza belga, con un prezzo medio del carico a 396,5 $/t CFR e HMS I/II 80:20 a circa 387 $/t CFR. Alla luce di queste operazioni, SteelOrbis ha rivisto le proprie indicazioni per il rottame proveniente da Regno Unito e Unione europea a 385-387 $/t CFR, con un incremento di 8,5 $/t.
Nel frattempo, un altro produttore dell’area di Marmara ha acquistato un carico proveniente dalla Danimarca, con il prezzo di riferimento del rottame attestato a poco più di 392 $/t CFR. Parallelamente, sul mercato sono circolate indicazioni relative a un’operazione conclusa da un’acciaieria di Izmir per un carico proveniente dalla Finlandia, con HMS I/II 80:20 a 390 $/t CFR. Al momento della pubblicazione, tuttavia, tale informazione non risultava confermata né dal compratore né dal venditore. Di conseguenza, le quotazioni di SteelOrbis per il rottame proveniente dall’area baltica sono salite a 390-393 $/t CFR, registrando un aumento compreso tra 7,5 e 10 $/t.
Sul fronte del mercato europeo, un operatore tedesco attivo nella raccolta ha riferito di aver ricevuto da un esportatore belga prezzi d’acquisto pari a 280 €/t DAP per HMS I/II 70:30, 285 €/t DAP per HMS I/II 80:20 e 300 €/t DAP per rottame di qualità superiore (bonus). Un altro esportatore con base ad Amsterdam ha indicato prezzi di raccolta pari a 280 €/t DAP, segnalando che il flusso di materiale si è mantenuto su questi livelli per un certo periodo, pur mostrando ora un rallentamento, mentre gli operatori della raccolta puntano a prezzi più elevati. Secondo un operatore tedesco, i livelli negoziabili dagli esportatori non risultano allineati al mercato locale, dove le acciaierie europee continuano a esprimere prezzi più competitivi. «Un aumento di 5 €/t nei prezzi di raccolta degli esportatori europei è possibile nei prossimi giorni», ha dichiarato.
Le fonti riferiscono inoltre che le offerte per HMS I/II 80:20 proveniente dalla Romania sono salite a 380 $/t CFR e oltre. Un acquirente ha confermato che un range di 380-385 $/t CFR per questo grado può risultare negoziabile, in funzione della qualità del materiale. Nel frattempo, secondo altre indicazioni raccolte dal mercato, un carico proveniente da Amsterdam viene offerto alla Turchia a circa 392 $/t CFR. Se ieri i carichi di provenienza britannica venivano proposti intorno a 390 $/t CFR, oggi il consenso di mercato è che tutte le precedenti offerte siano destinate a essere riviste alla luce delle transazioni confermate. «Non intendo dire che i prezzi possano scendere. Continuiamo a non ricevere offerte concrete dagli Stati Uniti e riteniamo che i venditori americani punteranno a livelli superiori rispetto alle prenotazioni scandinave», ha commentato una fonte presso un’acciaieria turca. Un’altra fonte siderurgica ha osservato che l’evoluzione dei prezzi dipenderà anche dalla posizione dei compratori: «I livelli possono cambiare in funzione dei tempi di consegna e della composizione richiesta dall’acciaieria. Alcuni produttori potrebbero avere necessità di carichi pronti, dopo una lunga attesa del mercato turco». Più prudente una terza fonte presso una primaria acciaieria turca: «È impossibile dire dove stia andando il mercato. Facciamo fatica a vendere acciaio finito e siamo costretti ad aumentare i prezzi ogni giorno. Tuttavia, la domanda resta debole». Secondo un fornitore, infine, il quadro sul lato acquisti rimane estremamente disomogeneo: «Le offerte delle acciaierie si collocano su livelli molto diversi. Alcune insistono su prezzi molto bassi, mentre altre si mostrano più disponibili a riconoscere valori superiori in fase negoziale».
Parallelamente, questa settimana anche il mercato turco delle billette ha registrato un marcato rialzo, sostenuto dal rapido recupero del tondo sul mercato interno. Pur in presenza di una domanda che continua a mantenersi cauta, la maggior parte degli operatori ritiene che il movimento rialzista trovi giustificazione nell’incremento dei costi energetici e nelle persistenti tensioni sul mercato globale dei noli. I prezzi domestici del tondo sono aumentati in due fasi di circa 30 $/t rispetto ai livelli precedenti alla festività, attestandosi ora a 580-605 $/t franco produttore, a seconda dell’area. Il rialzo del tondo ha sostenuto anche la billetta locale, salita dai 510-520 $/t precedenti alla festività agli attuali 530-540 $/t come livello minimo, entrambi franco produttore. Secondo quanto appreso da SteelOrbis, alcune acciaierie potrebbero tentare a breve livelli di 550-555 $/t CPT.
Per il momento, i venditori di rottame deep sea continuano dunque a mantenere una posizione di forza nei confronti delle acciaierie turche. Secondo la maggior parte degli operatori, il movimento rialzista del mercato non ha ancora esaurito la propria spinta e i prossimi scambi per materiale proveniente dagli Stati Uniti potrebbero attestarsi su livelli ancora più elevati.