Gli operatori del mercato locale tedesco hanno iniziato questa settimana a condividere le proprie aspettative sull’andamento del mese di novembre.
Dopo un ottobre di forti ribassi, delineati nell’ordine di 10 €/t nel nord della Germania, di 10-15 €/t nell’est, nel sud e nel sudovest e di 10-20 €/t nell’ovest, gli operatori iniziano a esporsi su una possibile riconduzione per il mese di novembre.
Secondo quanto riportato da alcune fonti di mercato, due acciaierie tedesche prevedono lunghe fermate produttive programmate per il mese a venire, e altre avrebbero già fermato i ritiri di materiale a partire da questa settimana.
Come anticipato, la domanda da parte dei produttori è piuttosto modesta e si presume che rimanga tale anche nel mese di novembre. Sebbene alcuni fornitori vogliano tentare una resistenza all’abbassamento dei prezzi, altri saranno forzati a cedere alle condizioni delle acciaierie a causa dei problemi di liquidità.
Quando intervistata riguardo alle prospettive per il prossimo anno, una fonte di un’associazione tedesca di categoria ha commentato: «I 500 miliardi di euro di fondi per le infrastrutture annunciati a marzo di quest’anno portano gli operatori a sperare in un miglioramento del mercato il prossimo anno, dando una possibile spinta anche agli investimenti nel settore privato. Secondo i dati ufficiali, infatti, dal 2020 in poi gli investimenti pubblici sono stati molto maggiori di quelli privati, mentre prima di quell’anno erano più o meno allineati. Tuttavia, il sentiment non è positivo. In Germania ci sono tanti problemi strutturali e i prezzi dell’energia elettrica sono alti, specialmente per la produzione con EAF».
Nel frattempo restano da valutare le conseguenze che avrà sulla produzione il rogo avvenuto alla fine della scorsa settimana presso lo stabilimento di Thyssenkrupp di Duisburg, in quanto al momento le autorità competenti sono ancora in fase di indagine per chiarire le cause dell’incidente.