I prezzi europei dei coils laminati a caldo (HRC) si sono mantenuti sostanzialmente stabili nell’ultima settimana, con quotazioni domestiche pressoché invariate nonostante una domanda ancora debole. Le scorte restano elevate e si stanno riducendo solo gradualmente, limitando le esigenze di ristoccaggio e inducendo gli acquirenti a mantenere un atteggiamento prudente. Sebbene i produttori puntino a ottenere rialzi per le consegne di luglio, l’attuale contesto di mercato – caratterizzato da consumi contenuti, ampia disponibilità di materiale e persistente presenza di importazioni – rende difficile qualsiasi movimento al rialzo. Anche il segmento import continua a mostrare un andamento complesso, con un interesse all’acquisto limitato e solo operazioni sporadiche, mentre l’incertezza legata alle prossime misure commerciali e al CBAM continua a pesare sul sentiment.
Più nel dettaglio, nel Nord Europa le offerte dei produttori per gli HRC sono state indicate a 720-730 €/t franco produttore per consegna a giugno, su livelli sostanzialmente invariati rispetto alla settimana precedente. Diversi produttori continuano tuttavia a puntare a prezzi più elevati per le consegne di luglio, nell’ordine di 750-755 €/t. Secondo le fonti, i livelli effettivamente negoziabili si collocano invece a 700-710 €/t franco produttore.
In Italia, le offerte dei produttori sono rimaste ferme a 705-710 €/t franco produttore per consegna a giugno. I livelli negoziabili sono stimati intorno a 700 €/t franco produttore, anch’essi sostanzialmente in linea con la scorsa settimana. «I produttori con buoni livelli di vendita stanno chiedendo 700 €/t franco produttore e oltre», ha dichiarato un operatore di mercato.
Sul fronte import, i prezzi indicativi degli HRC si sono attestati intorno a 600-650 €/t CFR, rispetto ai 600-690 €/t CFR della settimana precedente. Tuttavia, il restringimento della fascia non segnala un reale calo delle quotazioni, ma riflette piuttosto l’assenza, questa settimana, di offerte a 690 €/t. Il limite inferiore del range corrisponde alle indicazioni provenienti dall’India, pari a 600-615 €/t CFR. Secondo le fonti, la scorsa settimana sarebbe stata segnalata una transazione a un livello inferiore per HRC provenienti dalla Turchia, pari a 590 €/t CFR per spedizione a luglio. Inoltre, questa settimana sarebbe stato concluso un accordo per 25.000 tonnellate di HRC provenienti dall’Egitto a 620 €/t CFR.
Le offerte tramite trader su base DDP, comprensive dei costi legati al CBAM, sono state segnalate a 700-740 €/t DDP Sud Europa, con un aumento di 10 €/t sul limite superiore della fascia rispetto alla settimana precedente. Le offerte per HRC provenienti dall’Algeria sono state indicate a 730-740 €/t DDP, in rialzo di 5-15 €/t su base settimanale. Inoltre, il prezzo di una transazione per HRC provenienti da Taiwan è stato segnalato intorno a 730-740 €/t DDP Sud Europa, rispetto alle offerte a 730 €/t DDP della scorsa settimana. Le offerte per HRC provenienti dalla Corea del Sud tramite trader si sono invece attestate a 725 €/t DDP.
Nel frattempo, secondo fonti di mercato, le offerte per HRC provenienti dalla Turchia sono state stimate intorno a 620 €/t CFR dazio incluso, ma al netto dei costi CBAM. Lo stesso materiale di origine turca è stato inoltre offerto dai trader a un livello minimo di 700 €/t DDP.
«Le nuove offerte verso l’Europa sono state limitate, poiché gli acquirenti restano prudenti in vista della revisione delle quote di salvaguardia, che entrerà in vigore il 1° luglio», ha dichiarato un operatore di mercato a SteelOrbis.