Europa, coils a caldo: prezzi supportati da ArcelorMittal, in dubbio la forza della domanda

martedì, 17 febbraio 2026 18:38:47 (GMT+3)   |   Istanbul

Il mercato europeo dei prodotti piani è in fermento a causa delle notizie di un nuovo aumento dei prezzi locali dei coils laminati a caldo (HRC) da parte del principale produttore, ArcelorMittal. Fonti di mercato indicano un rialzo di circa 50 €/t rispetto all’ultimo adeguamento di fine gennaio. Sebbene il produttore non abbia confermato ufficialmente questa decisione al momento della pubblicazione del presente articolo, la maggior parte degli addetti ai lavori non ha né smentito né verificato l’informazione, attendendo un annuncio formale nei prossimi giorni. Si prevede che altre acciaierie europee seguiranno il trend, anche se molti operatori dubitano che il nuovo prezzo sia sostenibile data la debolezza della domanda reale. L’attuale sostegno ai prezzi, infatti, sembra derivare più dalla limitata disponibilità di importazioni causata da fattori legati al CBAM e ai vincoli delle quote di salvaguardia che da una crescita effettiva dei consumi.

Nello specifico, secondo le fonti, questa settimana ArcelorMittal ha aumentato le offerte di HRC con consegna ad aprile di circa 50 €/t, portandole a 750 €/t reso (circa 730 €/t franco produttore) nel nord Europa. Al contempo, sebbene ci si aspetti che altri produttori seguano l’esempio, la maggior parte dei prezzi locali delle acciaierie nel nord Europa per le consegne di aprile è ancora stimata a 685-700 €/t franco produttore, come la scorsa settimana, mentre i prezzi negoziabili si sono assestati sui 650-660 €/t franco produttore.

In Italia, le offerte delle acciaierie sono stimate a 660-680 €/t franco produttore, principalmente per consegna ad aprile, pressoché stabili rispetto alla scorsa settimana. I prezzi negoziabili, invece, si attestano a 640-650 €/t franco produttore.

Nel segmento delle importazioni, i prezzi indicativi delle offerte di HRC si collocano a 515-565 €/t CFR, contro i 505-547 €/t CFR della scorsa settimana. La fascia bassa del range corrisponde alle offerte dall’India a 610-625 $/t CFR, che si traducono in circa 515-530 €/t CFR sud Europa. Questa settimana non sono state segnalate nuove transazioni spot per gli HRC provenienti dall’India. Tuttavia, risulta che uno dei principali produttori europei si sia assicurato diversi contratti per volumi considerevoli, per un totale di circa 100.000-150.000 tonnellate, con la propria affiliata in India. I partecipanti suggeriscono che questi acquisti possano mirare a utilizzare la quota di salvaguardia indiana, lasciando gli altri importatori a rischio di dazi. «Concentrare grandi volumi da un’unica origine competitiva è visto anche come un modo per limitare le opportunità per gli altri partecipanti al mercato», ha affermato una fonte.

Le offerte import di HRC comprensive dei costi CBAM sono state indicate a 620-640 €/t DDP a seconda del fornitore, in rialzo di 10 €/t rispetto all’estremità superiore del range su base settimanale. Secondo le fonti, questa settimana sono stati firmati tramite trader diversi accordi per circa 20.000 tonnellate totali di HRC di origine turca a circa 630-650 €/t DDP.

DemetKazdal
Demet Kazdal
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Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.


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