Unione europea, coils a caldo: continua la disparità tra venditori e acquirenti, notevoli volumi import dall’India

venerdì, 07 novembre 2025 11:38:17 (GMT+3)   |   Istanbul

Questa settimana, i produttori europei di coils laminati a caldo (HRC) hanno continuato a proporre prezzi più elevati per le consegne di gennaio, mentre il divario tra i prezzi target degli acquirenti e delle acciaierie è rimasto piuttosto ampio, superando i 40-50 €/t. Per quanto riguarda le importazioni, nonostante gli ostacoli posti dalla conformità al CBAM e alle restrizioni di salvaguardia, gli acquirenti europei si sono assicurati volumi considerevoli di HRC dall’India a prezzi competitivi, supportando la tendenza di prenotazione della settimana scorsa.

Nello specifico, le offerte delle acciaierie nel nord Europa sono state registrate a 630-650 €/t franco produttore per i nuovi ordini con consegna a gennaio. Tuttavia, secondo le fonti, nonostante i prezzi negoziabili per la consegna a gennaio siano stati stimati a 610 €/t franco produttore, quelli per la consegna a dicembre si attestano a 580-600 €/t franco produttore, come la settimana scorsa. «I partecipanti di mercato non credono che le acciaierie possano ottenere gli aumenti proposti [650 €/t franco produttore], a causa della domanda sottotono e della disponibilità opzioni import altrettanto interessanti nonostante le incertezze legate al CBAM», ha riferito un insider a SteelOrbis.

Nel frattempo, in Italia, le offerte indicative che HRC si sono attestate a 620-630 €/t per le consegne a dicembre e gennaio, contro i 610-615 €/t franco produttore della settimana scorsa. Il prezzo negoziabile per dicembre, invece, rimane a 580-585 €/t franco produttore, stabile su base settimanale. «Gli HRC italiani sono stati offerti in Germania a 630-640 €/t anche se gli acquirenti propongono cifre di circa 20 €/t inferiori», ha commentato un insider.

Le importazioni sono rimaste limitate, dato che gli acquirenti hanno a che fare con gli obblighi del CBAM e le stringenti quote di salvaguardia, che hanno intralciato le decisioni di acquisto e la pianificazione delle consegne. Ciononostante, gli acquirenti italiani e spagnoli sono riusciti ad assicurarsi un altro ciclo di considerevoli volumi di HRC indiani per la seconda settimana consecutiva. Nello specifico, dopo gli accordi per lotti provenienti dall’India conclusi a 575-580 $/t CFR (495-500 €/t CFR sud Europa) la settimana scorsa, questa settimana sono stati segnalati più accordi per un totale di 100.000 tonnellate conclusi a 550-580 $/t CFR sud Europa (477-503 €/t CFR, costi del CBAM esclusi). Secondo le fonti, una delle navi è stata prenotata da un produttore italiano a un prezzo vicino a 477 €/t per la spedizione a inizio novembre. Un altro carico, invece, sarebbe stato venduto alla Spagna a 503 €/t per la spedizione nello stesso periodo o entro il 15 novembre.

Inoltre, sul mercato si vocifera di un accordo per 25.000-30.000 tonnellate di HRC provenienti dall’Indonesia concluso a 480 €/t CFR, CBAM escluso. Nel frattempo, la maggior parte delle offerte di HRC indonesiani è stata segnalata a 480-485 €/t CFR.

Nel sud Europa, le offerte di HRC dalla Malesia sono state registrate a 480-490 €/t CFR, CBAM escluso. Le offerte indicative provenienti dalla Turchia, invece, si sono attestate a 515-520 €/t CFR, dazio incluso ma senza costi del CBAM.

Al contempo, gli insider hanno segnalato offerte import di HRC proveniente dalla regione a 560-580 €/t DDP, CBAM incluso, a seconda del fornitore. Ciò significa che la differenza tra i prezzi locali target e le offerte import su base DDP, costi del CBAM inclusi, ha raggiunto gli 80-100 €/t.


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