Stati Uniti, coils a caldo: il prezzo spot CSP di Nucor torna a salire tra offerta limitata, domanda stabile e rottame in aumento

martedì, 03 febbraio 2026 13:04:03 (GMT+3)   |   San Diego

Per la terza volta in tre settimane, Nucor ha rivisto al rialzo il proprio Consumer Spot Price (CSP), il prezzo ufficiale applicato ai coils laminati a caldo (HRC) in tutti gli impianti regionali del gruppo. L’ultimo aumento, annunciato nella giornata odierna, è stato pari a 5 $/nt (5 $/t), portando il CSP settimanale a 970 $/nt (1.069 $/t), equivalenti a 48,50 $/cwt. Secondo fonti di mercato, la persistente solidità del CSP riflette una combinazione di domanda stabile di acciaio finito, disponibilità limitata di prodotto, anche a causa dei dazi sull’acciaio ancora in vigore, e l’incremento dei prezzi del rottame.

Operatori del mercato siderurgico hanno riferito a SteelOrbis che le forniture spot di acciaio finito negli Stati Uniti continuano a rimanere sotto pressione. Alla base di questa situazione vi è la scarsità delle importazioni, conseguenza diretta dei dazi del 50% sulle importazioni di acciaio previsti dalla Sezione 232, introdotti dall’amministrazione Trump all’inizio di giugno.

Nel mercato spot settimanale degli HRC, il prezzo medio rilevato da SteelOrbis ha registrato un ulteriore incremento di 10 $/nt nella settimana terminata il 30 gennaio, attestandosi a 960 $/nt (1.048 $/t), pari a 48,00 $/cwt, rispetto ai 950 $/nt (1.047 $/t), ovvero 47,50 $/cwt, della settimana precedente.

Sul fronte delle materie prime, i prezzi del rottame di febbraio, oggetto di discussione nel corso dell’ultima settimana, sono stati indicati con premi compresi tra 20 e 40 $/gt rispetto ai livelli di chiusura di gennaio. Sebbene non sia stato ancora raggiunto un consenso definitivo tra acciaierie e fornitori, un operatore del Midwest ha segnalato un possibile aumento di 20 $/gt per il mese di febbraio.

Va inoltre ricordato che, nel corso delle trattative di dicembre e gennaio, i prezzi del rottame ferroso nei mercati del Midwest e del Nordest degli Stati Uniti sono aumentati complessivamente di 40–50 $/gt. Tale dinamica è stata alimentata dalla riduzione delle disponibilità, legata a condizioni meteorologiche avverse, e dalla ripresa degli acquisti da parte delle acciaierie statunitensi, tornate operative dopo i consueti programmi annuali di manutenzione.

Per quanto riguarda le importazioni, i dati di settore continuano a evidenziare volumi inferiori rispetto all’anno precedente. Sulla base degli ultimi dati del programma Steel Import Monitoring and Analysis (SIMA) del Dipartimento del Commercio statunitense, l’American Iron and Steel Institute (AISI) ha comunicato che le richieste di permessi per l’importazione di acciaio nel mese di dicembre hanno raggiunto 1.670.000 tonnellate nette, in calo dello 0,8% rispetto alle 1.684.000 tonnellate di novembre, ma in aumento dell’1,9% rispetto al totale finale delle importazioni di novembre, pari a 1.639.000 tonnellate.

Le richieste di permessi per l’acciaio finito a dicembre si sono attestate a 1.206.000 tonnellate nette, con un incremento dell’11,2% rispetto al totale finale di novembre (1.085.000 tonnellate). Nell’intero 2025 (inclusi i permessi SIMA di dicembre), le importazioni totali di acciaio e di acciaio finito hanno raggiunto rispettivamente 25.334.000 e 18.711.000 tonnellate nette, registrando un calo del 12,2% e del 16,8% su base annua. La quota stimata di mercato delle importazioni di acciaio finito è risultata pari al 15% a dicembre e al 18% sull’intero 2025.

Infine, anche il prezzo base di California Steel Industries (CSI), controllata da Nucor, ha mostrato segnali di rafforzamento. Dopo essere rimasto invariato per nove settimane consecutive, il prezzo è stato aumentato di 5 $/nt nella settimana precedente e di ulteriori 5 $/nt nell’ultima rilevazione, raggiungendo quota 1.020 $/nt (1.124 $/t), ovvero 51,00 $/cwt, come comunicato da Nucor nella consueta lettera settimanale ai clienti.


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