Romania, piani: i prezzi spot salgono sulla scia dei rialzi UE, ma la domanda interna resta debole

venerdì, 23 gennaio 2026 17:57:09 (GMT+3)   |   Istanbul

I prezzi spot dei prodotti piani in Romania hanno iniziato a mostrare un lieve aumento, in seguito ai recenti rialzi annunciati dai principali produttori dell’Unione europea, guidati da ArcelorMittal, e a movimenti analoghi da parte di diverse altre acciaierie europee. Tuttavia, questo trend rialzista non si è ancora pienamente riflesso sul mercato domestico, poiché la domanda in Romania rimane debole. Secondo fonti di mercato, gli acquirenti si mostrano poco a loro agio con i nuovi livelli di prezzo più elevati e continuano a spingere per valori inferiori, limitando gli acquisti prevalentemente alle necessità immediate e mantenendo un atteggiamento prudente sul mercato spot locale. Al contrario, l’interesse legato all’export si è dimostrato relativamente più solido, con alcune operazioni già concluse, in particolare per materiale di origine ucraina, poiché gli acquirenti hanno cercato di assicurarsi i volumi agli attuali livelli di prezzo.

In questo contesto, i prezzi spot dei fogli laminati a caldo (HRS) sono saliti a 725-740 €/t franco magazzino, rispetto ai 710-735 €/t franco magazzino della scorsa settimana.

Allo stesso modo, i prezzi dei fogli laminati a freddo (CRS) sono aumentati, attestandosi a 835-845 €/t franco magazzino, contro i precedenti 825-845 €/t franco magazzino.

Nel frattempo, l’unico produttore romeno di prodotti piani, Liberty Galati, è rimasto in larga misura assente dal mercato. Le fonti indicano che le condizioni presso lo stabilimento di Galati hanno continuato a peggiorare, con proteste in corso da parte dei lavoratori legate ai pagamenti salariali e alle condizioni di lavoro. Le stesse fonti segnalano inoltre che il relativo iter legale procede lentamente e resta complesso, aumentando l’incertezza per i dipendenti e limitando la visibilità sulle operazioni della società nel breve termine.

Sul mercato import, mentre i fornitori hanno iniziato a testare livelli di prezzo leggermente più elevati, gli acquirenti romeni con necessità di approvvigionamento e consapevoli del più ampio trend rialzista hanno avviato le trattative, con alcune operazioni che risultano già concluse, in particolare con fornitori ucraini. Le offerte di provenienza ucraina sono aumentate di circa 5 €/t per entrambi i prodotti, con gli HRS quotati a 665-675 €/t CPT e i CRS a 755-765 €/t CPT. Allo stesso tempo, un fornitore slovacco ha mantenuto invariate le proprie offerte di HRS a 670-680 €/t CPT nel corso dell’ultima settimana. Per contro, le acciaierie turche hanno mantenuto quotazioni stabili, con offerte di coils a caldo (HRC) per spedizione a marzo pari a 480-495 €/t CFR, sulla base di costi di nolo stimati in 15-20 €/t. Tali livelli risultano esenti da dazio a seconda dell’origine, sebbene il materiale turco continui a essere soggetto ai dazi antidumping dell’Unione europea.


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