USA, semilavorati in attesa del miglioramento nel mercato dei prodotti finiti
Il mercato statunitense dei semilavorati persevera nella sua situazione di debolezza. Non è una sorpresa, certo, e ben sappiamo che la causa è ancora una volta la scarsa domanda nel mercato dei prodotti finiti. Molti ri-laminatoi dispongono di scorte sufficienti per operare dopo i tagli applicati alla produzione. Non si sente inoltre alcun bisogno di effettuare acquisti finché la vendita di prodotti finiti non riprenderà. A molti professionisti delusi, gennaio non ha portato la tanto preannunciata ripresa dei mercati: sono poche, infatti, le transazioni effettivamente concluse, tanto che non sussistono possibilità di stabilire prezzi di mercato per ogni semilavorato. I prezzi delle billette in USA si attestano a 441-496 $/t consegnato per spedizioni di gennaio. Secondo fonti di mercato, l’industria siderurgica non recupererà terreno almeno sino alla seconda metà del 2009, e a febbraio, dunque, la situazione per le billette sarà grosso modo la stessa di oggi. A livello internazionale, le billette hanno visto modesti rialzi nei prezzi dall’inizio dell’anno. Le offerte di esportazione dalla Russia ammontano a 400-410 $/t FOB mar Nero, mentre la cifra è 425-430 $/t FOB porti russi estremo orientali. Le billette dalla Turchia vengono offerte a 430-450 $/t franco fabbrica. Le importazioni totali di billette negli USA a dicembre 2008 sono state di 13.983 tonnellate, con una diminuzione di 5.411 tonnellate rispetto a novembre. I dati diffusi dal Department of Commerce mostrano che in dicembre le principali fonti di importazione per gli USA sono state Brasile (9.815 ton), Canada (2.681 ton) e Giappone (1.211 ton). Messico, Regno Unito e Svizzera hanno pure esportato modesti quantitativi di billette verso gli USA in dicembre. Come accade nel mercato delle billette, gli acquisti di bramme negli USA sono pure fermi, anche perché i livelli di scorte sono piuttosto alti. Le offerte di bramme dal Brasile, una delle principali fonti di importazione degli Stati Uniti, ammontano a 340-350 $/t FOB porti brasiliani, mentre quelle dall’Asia si aggirano sui 330 $/t CFR. Le offerte da paesi CIS, Russia e Ucraina sono di poco inferiori. I fornitori sono disposti a negoziare parte del prezzo pur di concludere qualche transazione, che peraltro fatica a verificarsi. Gli operatori di mercato ripongono tutte le loro speranze nel pacchetto Obama per l’economia. Il consumo mondiale di acciaio è a livelli molto bassi in tutti i comparti, e, una volta che i progetti per infrastrutture compresi nel pacchetto verranno avviati, ci si attende che il mercato registri un impatto sull’industria siderurgica, seppur inizialmente modesto, a partire dal secondo trimestre. Per quanto riguarda il primo trimestre, non sono attesi miglioramenti nella domanda di acciaio. Dopo il crollo significativo delle importazioni di bramme in novembre 2008 rispetto al mese precedente, i totali di dicembre si sono attestati a 152.399 tonnellate dalle 74.915 di novembre. Le principali fonti di importazione sono state il Brasile – 55.348 ton -, la Russia – 53.969 ton – e l’Ucraina – 41.943 ton -. Altri piccoli quantitativi sono stati importati da Canada e Germania.
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