L’intensa attività di acquisto di rottame importato a prezzi più elevati registrata la scorsa settimana, soprattutto per spedizioni di aprile e in parte di maggio, insieme al successivo aumento dei prezzi ufficiali del tondo sul mercato domestico, ha sostenuto anche il rialzo dei prezzi locali delle billette in Turchia. Nonostante le nuove offerte più alte per tondo e billette non abbiano ancora trovato un adeguato supporto sul lato della domanda, i produttori mantengono una posizione ferma, richiamando l’incremento dei costi di produzione determinato dal rincaro del rottame, dalle criticità logistiche e dai previsti aumenti delle tariffe energetiche in aprile.
La scorsa settimana, numerose transazioni per rottame deep sea importato sono state concluse nell’intervallo di 385-398 $/t CFR per HMS I/II 80:20, principalmente per spedizioni di aprile, anche se in alcuni casi sono stati coperti volumi per maggio. Alla luce di queste operazioni e del quadro generalmente solido del rottame importato in Turchia, i costi interni di produzione delle billette nel Paese sono stimati intorno a 545-550 $/t. Se la scorsa settimana i prezzi locali delle billette si collocavano prevalentemente a 530-540 $/t franco produttore, secondo le fonti alcune vendite concluse da allora nell’area di Iskenderun sono state chiuse a 535-540 $/t franco produttore. Attualmente, le indicazioni sul mercato turco si attestano invece a 540-555 $/t franco produttore.
Anche il mercato del tondo mostra un orientamento rialzista. Le offerte ufficiali sul mercato interno sono ora indicate a 595-615 $/t franco produttore, a seconda della regione, con punte di 620-625 $/t franco produttore presso alcuni impianti nell’area di Marmara. Tuttavia, sebbene in settimana sia stata registrata una certa attività da parte dei trader, molti operatori continuano a giudicare debole la domanda finale. «Gli operatori di magazzino continuano ad acquistare poco per volta a tutti i livelli, vedendo che i produttori fanno sul serio con gli aumenti e che le prenotazioni di rottame offrono loro un certo sostegno. Ma non credo si possa dire che la domanda stagionale che stavamo aspettando sia davvero partita. Il rialzo resta ancora principalmente basato sulle aspettative», ha riferito a SteelOrbis una fonte del mercato locale.
Sul fronte import, le offerte dalla Cina sono segnalate principalmente a 515 $/t CFR per spedizioni di fine maggio, in aumento rispetto ai 510-515 $/t CFR registrati a fine della scorsa settimana. Come riportato da SteelOrbis venerdì scorso, un carico da 50.000 tonnellate è stato venduto a 508 $/t CFR da un produttore cinese, con ogni probabilità su base di scarico in due porti.
Inoltre, un carico di billette di provenienza malese da 30.000 tonnellate con spedizione a maggio sarebbe stato offerto a 530 $/t CFR, mentre alcune fonti hanno riferito della conclusione di una transazione allo stesso livello per un lotto da 10.000 tonnellate. Le indicazioni per la billetta indonesiana si attestano a 495 $/t FOB, equivalenti a circa 540-545 $/t CFR, per spedizione a giugno. L’Ucraina, invece, continua a offrire materiale a 530 $/t CFR per spedizione a maggio, in linea con la settimana precedente.
In rialzo anche le indicazioni per billette provenienti da Russia e Donbass. I fornitori segnalano ora un minimo di 490 $/t CFR per spedizioni di aprile e inizio maggio, rispetto ai 478-483 $/t CFR riportati la scorsa settimana. Secondo alcuni acquirenti turchi e diversi fornitori del Mar Nero, alcuni target si collocherebbero addirittura a 500-510 $/t CFR. Si tratta di livelli attualmente considerati elevati, ma che potrebbero comunque trovare spazio presso alcuni compratori, in particolare tra quelli che stanno riscontrando ritardi nelle consegne dall’Asia e che hanno la possibilità di acquistare materiale russo, soprattutto per coprire esigenze urgenti. Il prezzo di riferimento giornaliero di SteelOrbis per le billette di origine russa dal Mar Nero è ora pari a 460-470 $/t FOB, in aumento in media di 10 $/t rispetto alla fine della scorsa settimana, anche se l’estremo superiore del range non viene ancora considerato pienamente negoziabile dal mercato.