Gli operatori di mercato del Medioriente, dopo la frenata del periodo del Ramadan (acquisti assenti o, al massimo, di lieve entità), con tutta probabilità nei prossimi giorni accelereranno le operazioni di acquisto volte ad incrementare le scorte di vergella, onde riportarle a un normale livello. E' bene però precisare che le quotazioni raggiunte da questo prodotto nel 2008 difficilmente potranno ripetersi anche quest'anno, considerato che i compratori dovrebbero limitarsi agli acquisti strettamente necessari.
Guardando al lato dell'export, i produttori turchi, eccetto pochi casi, non mostrano particolare interesse per i mercati dell'Estremo Oriente, dal momento che quivi le quotazioni locali della vergella sono troppo basse. Nel prossimo futuro, i mercati mediorientali potrebbero diventare una valida alternativa a quelli asiatici, e le richieste di prezzo giunte alle aziende turche questa settimana sembrerebbero avvalorare questa tesi.
Intanto, mentre i produttori turchi di vergella stanno monitorando con grande attenzione il mercato USA, il sud Europa rappresenta sempre un importante sbocco per il loro business. Questa settimana in Italia è prevalso il cattivo umore, a causa del rallentamento dei prezzi del rottame, e nonostante alcune acciaierie turche abbiano venduto vergella a questo paese, nel mercato locale del bel paese non sono state osservate significative variazioni dei prezzi di tale prodotto. I produttori italiani stanno offrendo la vergella per rete elettrosaldata a 370-380 €/ton consegnata (IVA esclusa), mentre la vergella per trafila si attesta a 390-400 €/ton (stesse condizioni). Si è appreso che la scorsa settimana alcune acciaierie della Turchia hanno venduto vergella all'Italia a prezzi vicini a quelli locali di quest'ultima relativi alla qualità per rete elettrosaldata.
Infine, a causa del rafforzamento dell'euro sul dollaro, sembra che sui mercati del Nordafrica le aziende turche possano godere di una posizione privilegiata rispetto ai concorrenti europei.