All’inizio del quarto trimestre del 2025 la maggior parte degli operatori del mercato dei lunghi dell’Unione Europea restano pessimisti per l’ultima parte dell’anno, ma alcuni si dicono convinti che tra fine 2025 e inizio 2026 si assisterà a un rimbalzo dei prezzi.
Sul mercato italiano i prezzi del tondo hanno subito un ulteriore ribasso su base settimanale, e se nell’ultimo report di SteelOrbis i 240 €/t base partenza erano solo il picco occasionale al ribasso, questa settimana sono diventati il prezzo normale di vendita del tondo per volumi standard di 500-1.000 tonnellate. Una fonte di un produttore italiano, tuttavia, ha anche segnalato livelli di 230 €/t base partenza per quantitativi più elevati, e qualche euro in meno per le vendite a condizioni particolari. Un’altra fonte ha inoltre segnalato che alcune acciaierie avrebbero intenzione di fermare la produzione per qualche giorno, ma questa informazione non è stata confermata al momento della pubblicazione.
Nel segmento della vergella non sono state segnalate variazioni rispetto a quanto indicato la scorsa settimana, e i prezzi locali in Italia si attestano ancora a 585-600 €/t reso e 570-585 €/t reso, rispettivamente per la qualità da trafila e da rete. In Germania e Polonia sono invece stati segnalati forti cali dei prezzi di vendita da parte di un importante produttore, e le conseguenze di questa decisione sulle scelte delle altre acciaierie europee si vedranno probabilmente nelle prossime settimane. La tendenza ribassista, comunque, è molto evidente su tutti i mercati europei. Non è dunque da escludere la possibilità di un ribasso dei prezzi anche in Italia.
Per quanto riguarda le esportazioni, si segnala una scarsità di domanda dall’Italia sia per quanto riguarda il tondo che la vergella, mentre una fonte di un’acciaieria in Grecia ha dichiarato di aspettarsi una ripresa del segmento export dei lunghi prima della fine dell’anno, in vista dell’entrata in vigore del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Anche una fonte di un produttore italiano ritiene possibile un rimbalzo della domanda export tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo, ma segnala l’atteggiamento cauto dei clienti negli acquisti con consegna nel 2026 perché «l’incertezza è ancora molto elevata, è pericoloso prendere impegni a lungo termine».
Infine, il segmento delle importazioni è l’unico che ha mostrato segnali di ripresa. L’aumento della richiesta import di rottame dalla Turchia e il graduale rafforzamento dei suoi livelli di prezzo ha portato i produttori turchi ad aumentare i prezzi di vendita, portando le offerte per le importazioni verso i porti dell’Europa meridionale ad aumentare di circa 5 €/t su base settimanale. Di conseguenza, le offerte per il tondo e la vergella provenienti dalla Turchia si attestano questa settimana rispettivamente a 485-490 €/t CFR e 490-495 €/t CFR per le spedizioni di fine ottobre e inizio novembre.
1 € = 1,175 $ (Banca centrale europea, 2 ottobre)