Unione europea: bozza trapelata sul CBAM chiarisce i criteri di calcolo dei benchmark, ma le fonti avvertono che i dati possono risultare fuorvianti

venerdì, 21 novembre 2025 13:32:57 (GMT+3)   |   Istanbul

La recente bozza trapelata dell’Unione europea relativa ai benchmark del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) definisce la metodologia ufficiale per il calcolo della free allocation adjustment (FAA), ossia l’adeguamento per l’assegnazione gratuita che gli importatori possono detrarre dal numero di certificati CBAM da restituire. Per ciascun prodotto importato, la FAA è definita come il prodotto tra la specific embedded free allocation (SEFA) del bene e la massa totale importata nell’anno di riferimento. Il documento definisce i periodi di rendicontazione, la classificazione delle rotte produttive, le regole di calcolo della SEFA e i valori provvisori dei benchmark CBAM applicabili ai settori coperti, includendo un capitolo dettagliato per la filiera siderurgica. Nel frattempo, fonti di mercato hanno riferito a SteelOrbis che, pur consentendo la bozza di effettuare calcoli sui costi, molti ritengono che tali dati risultino fuorvianti.

Metodi per determinare i valori SEFA e per calcolare i benchmark

La SEFA di un bene può essere determinata tramite dati effettivi oppure tramite valori di default. Quando si utilizzano dati reali sulle emissioni, l’operatore deve calcolare la specific free allocation a livello di processo sulla base di tre parametri: il fattore CBAM applicabile all’anno di rendicontazione, il cross-sectoral correction factor (CSCF) e il valore di benchmark CBAM relativo al processo. Per i beni semplici, la SEFA corrisponde direttamente al valore calcolato a livello di processo. Per i beni complessi, la SEFA deve includere anche l’assegnazione gratuita incorporata in ciascun precursore utilizzato lungo il ciclo produttivo. Tale integrazione avviene tramite un calcolo ricorsivo in cui i valori SEFA dei precursori sono determinati tramite benchmark riferiti al periodo di rendicontazione oppure tramite dati verificati a livello di produttore, qualora venga fornita evidenza sufficiente dell’anno di produzione effettiva del precursore.

Il documento contiene istruzioni precise per determinare la quota in massa di ogni precursore. L’operatore deve calcolare la massa specifica di ciascun precursore consumato per tonnellata del prodotto finale, dividendo la massa totale del precursore consumato nel periodo di rendicontazione per il livello di attività pertinente del processo. Queste regole garantiscono coerenza tra i calcoli SEFA, i livelli di attività e i confini di produzione definiti nel regolamento metodologico generale del CBAM.

Quando si utilizzano valori di default, la SEFA è determinata mediante una formula semplificata che moltiplica il fattore CBAM e il CSCF per il benchmark di default. Per individuare il benchmark corretto si considerano il Paese di origine, il codice NC e, quando applicabile, la rotta produttiva predefinita assegnata a tale Paese nel regolamento attuativo sulle emissioni incorporate.

Regole per la selezione dei benchmark e dei precursori

L’Unione Europea ha stabilito criteri dettagliati per individuare il benchmark CBAM corretto per ciascun prodotto, sia quando si utilizzano dati effettivi sia quando si applicano valori di default. Per questi ultimi, la rotta produttiva deve corrispondere a quella predefinita per il Paese di origine nel regolamento sulle emissioni incorporate. Nel caso di dati effettivi, si applicano invece regole specifiche per famiglie di prodotti.

Per il settore siderurgico, le norme distinguono tra acciaio al carbonio, acciaio inox, acciai basso legati e acciai alto legati, e individuano il precursore appropriato per ciascun codice NC.
In particolare:

  • per i prodotti della voce 7201, il precursore può essere il minerale sinterizzato;
  • per la voce 7205, il precursore è la ghisa basica o l’acciaio grezzo;
  • per le voci da 7206 a 7224, il precursore è la ghisa basica o l’acciaio grezzo dopo colata continua;
  • per i prodotti a partire dalla voce 7225, il precursore è normalmente l’acciaio grezzo, tranne nel caso dei prodotti rientranti nelle categorie della ghisa, per i quali il precursore previsto è la ghisa basica.
Identificazione della corretta rotta produttiva

La bozza stabilisce regole specifiche per l’identificazione della rotta produttiva dei beni siderurgici. Quando oltre la metà della massa dell’acciaio grezzo incorporato nel prodotto finale proviene da rottame, la rotta deve essere classificata come Rottame-EAF. Quando oltre la metà proviene da DRI, la rotta corretta è DRI-EAF. Se più della metà deriva da altoforno o da processi di riduzione/ fusione, la rotta è BF-BOF. Se nessuna delle precedenti soglie del 50% è superata, la rotta viene assegnata in base al componente che contribuisce con la quota maggiore alla massa finale del prodotto. Queste regole valgono sia per beni semplici sia complessi e costituiscono la base per identificare il benchmark applicabile.

Benchmark provvisori per ferro e acciaio

Il documento include una tabella completa dei benchmark CBAM provvisori per i prodotti del ferro e dell’acciaio. Ogni codice NC è associato sia a un benchmark di processo per i calcoli basati su dati reali, sia a un benchmark di default. Per molti prodotti piani e lunghi, tra cui coils a caldo (HRC), coils a freddo (CRC), prodotti zincati a caldo (HDG), bramme, billette, tondo e vergella, sono indicati tre diversi benchmark corrispondenti alle rotte BF-BOF, DRI-EAF e Rottame-EAF. Sono inoltre presenti valori di riferimento per ferroleghe come ferromanganese, ferrocromo e ferronichel, oltre che per DRI e prodotti ferrosi spugnosi.

Prodotto Benchmark di default CO₂/t (BF/BOF) Benchmark di default CO₂/t (DRI/EAF) Benchmark di default CO₂/t (Rottame/EAF)
Coils a caldo (HRC) 1.530 1.033 0.288
Coils a freddo (CRC) 1.641 1.124 0.350
Rivestiti 1.692 1.175 0.400
Barre e vergelle 1.520 1.023 0.279
Semilavorati 1.520 1.023 0.279

Secondo le stime di McCloskey (divisione della statunitense OPIS), sulla base della bozza trapelata, i costi CBAM per gli HRC di provenienza Turca importati nell’Unione europea oscillerebbero tra 43 e 140 €/t a seconda della rotta produttiva, sarebbero pari a 223 €/t per gli HRC provenienti dall’India e potrebbero raggiungere i 540 €/t per materiale di origine indonesiana.

Il documento sottolinea che per i beni complessi sarà necessaria un’interpretazione multilivello della tabella dei benchmark, soprattutto quando il prodotto finale incorpora più fasi siderurgiche o elementi di lega. La presenza di più livelli di benchmark sotto lo stesso codice NC, ad esempio, distinzioni tra acciaio al carbonio e acciaio basso legato, evidenzia l’importanza di identificare correttamente il tipo di prodotto e la rotta produttiva. La bozza definisce inoltre indicatori temporali all’interno della tabella, specificando quali valori si applicano agli anni di produzione 2026-2027 e quali ai periodi 2028-2030, permettendo agli operatori di allineare valori SEFA e FAA all’anno di rendicontazione e ai cicli di revisione dei benchmark ETS.


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