Unione europea: richiesto un trattamento speciale per l’Ucraina nell’ambito del CBAM
giovedì, 14 maggio 2026 11:25:43 (GMT+3)
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Istanbul
I membri del Parlamento europeo hanno sollecitato la Commissione europea a riconsiderare l’applicazione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) nei confronti dell’Ucraina, alla luce delle difficoltà operative e industriali causate dalla guerra.
Il tema è stato affrontato nel corso di una riunione della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo, durante la quale i legislatori hanno discusso gli emendamenti al regolamento CBAM e le proposte relative all’istituzione di un Fondo temporaneo per la decarbonizzazione.
Preoccupazioni sull’attuazione del CBAM in condizioni di guerra
Mohammed Chahim, relatore del CBAM al Parlamento europeo, ha evidenziato come le attuali clausole di forza maggiore non tengano adeguatamente conto della situazione eccezionale in cui si trova l’Ucraina. Secondo Chahim, il paese non dispone oggi delle condizioni necessarie per portare avanti misure di decarbonizzazione al ritmo richiesto dal CBAM, né per garantire una verifica indipendente dei dati sulle emissioni in un contesto di guerra. Alla luce di queste criticità, Chahim ha proposto che l’Unione europea apra una discussione su una soluzione separata e specificamente calibrata per l’Ucraina.
Sulla stessa linea si è espresso Peter Liese, rappresentante del Partito Popolare Europeo, che ha definito l’Ucraina un caso eccezionale e ha sostenuto la necessità di un approccio dedicato. Anche Pascal Canfin, relatore sul Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, ha appoggiato le richieste di maggiore flessibilità, criticando la mancanza di indicazioni più chiare da parte della Commissione europea sulla gestione del dossier ucraino.
La Commissione europea non prende posizione
Maria Elena Scoppio, direttrice per la tassazione indiretta presso la Direzione generale della Fiscalità e dell’unione doganale (DG TAXUD) della Commissione europea, ha tuttavia precisato che l’Ucraina non rientrava nel report oggetto della discussione. La rappresentante della Commissione ha evitato di commentare la possibilità che Bruxelles possa valutare l’introduzione di un regime CBAM speciale o di clausole di forza maggiore dedicate al paese.
L’industria siderurgica ucraina teme un impatto sulla competitività
Come riportato in precedenza da SteelOrbis, il gruppo minerario e siderurgico ucraino Metinvest ha avvertito che il CBAM rappresenta una sfida cruciale per l’industria siderurgica nazionale e rischia di ridurre in modo significativo la competitività dell’acciaio ucraino sul mercato europeo.
Anche ArcelorMittal Kryvyi Rih ha segnalato le possibili ricadute commerciali del meccanismo. Il CEO Mauro Longobardo ha dichiarato che alcuni clienti europei hanno annullato gli ordini dopo aver appreso che le importazioni di acciaio dall’Ucraina potrebbero essere soggette a costi aggiuntivi legati al CBAM, stimati tra 60 e 90 $/t.
Competitività europea ed estensione del CBAM al centro del dibattito
Durante la riunione della commissione ENVI, i legislatori hanno discusso anche le implicazioni più ampie del CBAM sulla competitività dell’industria europea e sugli equilibri del commercio internazionale.
Pascal Canfin ha sottolineato che i produttori europei stanno già sostenendo costi aggiuntivi legati alle emissioni di carbonio, mentre i concorrenti russi restano al di fuori di un quadro regolatorio equivalente.
Nel corso del dibattito è stata inoltre valutata la possibilità di estendere il CBAM ad altri codici doganali, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dell’industria europea. I rappresentanti della Commissione hanno però invitato alla cautela, evidenziando che un ampliamento eccessivo del meccanismo potrebbe generare oneri amministrativi significativi. Secondo Bruxelles, sarà quindi necessario trovare un equilibrio tra efficacia della misura, proporzionalità e fattibilità tecnica.